Carabinieri al night, tutti condannati
Sentenza al processo Papiro, il night dove si esercitava la prostituzione: pesanti condannaa 2 militari, per altri 4 pene contenute. Anche 2 sfruttatori condannati
Tutti condannati, tutti colpevoli. È finita con una sentenza severa il processo ai carabinieri che frequentavano il night Papiro di Besozzo in ore di servizio, anche se le posizioni dei condannati restano distinte, come emerge dagli anni di carcere comminati dal tribunale collegiale presieduto da Giovanni Polidori. Mano pesante contro Antonio Commendatore e Angelo Canato, due ex militari che fino al 2004 erano in forza alla Compagnia di Varese e che sono stati condannati a 5 anni e 2 mesi per favoreggiamento omissivo dello sfruttamento della prostituzione di una minorenne.
I pm Agostino Abate e Sara Arduini li accusavano, in particolare, di aver raccolto una confidenza, una sera, da una ragazza romena che raccontò di prostituirsi su ordine di due albanesi. I due militari, in quell’occasione, riferirono tutto alla titolare del locale, un’irachena di nome Leyla Quaiat che utilizzavano come condifedente per altre indagini, esponendo in questo modo la romena una ritorsione violenta. La ragazza, durante il processo, è stata ascoltata in una rogatoria a Vienna. L’accusa aveva chiesto 7 anni e 10 mesi per i due carabineri di Varese, ma la pena è comunque dura. Diversa invece la vicenda dei quattro carabineri di Luino condannati: 1 anno e 9 mesi per Innocenzo Amato e Orlando Tappa, 1 anno e 8 mesi per Pierluigi Carruba e Alfonso Sivoccia. La procura li accusava di corruzione, falso e truffa perchè andavano a bere nel locale durante il servizio, ma i pm li accusavano anche di aver saputo della prostituzione. Per quest’ultimo reato, sono stati assolti, mentre la condanna riguarda la corruzione (perchè bevevano gratis), la truffa (perchè non erano nei posti di blocco ma al night) e il falso (perchè avevano sconfinato dal loro territorio). Il tutto con pena sospesa e non menzione. (Il pm Abate aveva anche citato nella requisitoria un blitz che aveva portato alla chiusura di un concorrente).
Infine, le pene più gravi, sono state comminate ad Antonio Messina (6 anni e 6 mesi) e Aleksander Llashi (6 anni e 9 mesi). Il primo è il convivente della titolare, l’irachena che ha già patteggiato una pena di poco inferiore ai 4 anni, mentre il secondo era uno dei due sfruttatori albanesi della minorenne.
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