Marcus Bellamy: “Con la danza ho scoperto me stesso”

Uno dei ballerini più esperti del cast di Ezralow ci parla dei suoi successi, e dello spettacolo del grande coreografo in passaggio sabato a Varese

A soli 24 anni ha ricevuto borse di studio nelle più prestigiose scuole di ballo degli Stati Uniti, ha partecipato a grandi musical come "West Side Story" e "Tarzan" della Disney (sul palcoscenico di Broadway), ha collaborato alla creazione di "The Color Purple" e, ora, è anche uno dei ballerini preferiti dal grande Daniel Ezralow, che l’ha scelto anche per una parte nel film del 2007 "Across the Universe".

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Marcus Bellamy è un vero talento della danza, ed ha ottenuto anche l’attenzione del popolo del web attraverso il suo MySpace e Youtube, dove sta raccontando con simpatia la sua esperienza in Italia. Già, perchè lui che è di New York proprio in questi giorni è impegnato in un tour nel Bel Paese, per l’ultimo spettacolo di Ezralow, "Why". Una delle tappe previste è quella di Varese, con una promettente serata al Teatro Apollonio prevista per sabato 26 gennaio.

Proprio per capire cosa promette questo appuntamento, abbiamo conosciuto Bellamy, che con spontaneità ci ha raccontato uno spettacolo dove sono proprio i ballerini i veri protagonisti.

Cosa dobbiamo aspettarci da Why?
«Why è uno spettacolo ad alta energia, con tanti effetti video e una danza esplosiva. Potrete trovarci davvero tutto».

E i fan di Ezralow dove individueranno la firma di questo coreografo?
«Qui dentro c’è molto dei suoi lavori precedenti, credo che in questo spettacolo abbia riunito il meglio di tutto quello che ha fatto in passato. Quindi ha guardato a quel che ha fatto prima, per ricominciare da zero e costruire qualcosa di nuovo».

Il titolo dato allo spettacolo è quasi uno slogan: "Perchè essere straordinari, quando possiamo essere noi stessi?". Cosa significa?
«Significa che Daniel ha lasciato molto spazio all’individualità di ciascuno di noi. Ha fatto davvero un grande lavoro ricercando le nostre caratteristiche ed aiutandoci a far emergere cosa ci rende speciali. Nessuno ballerino balla come l’altro, e da questo punto di vista ha creato una coreografia tagliata su misura sulle personalità: credo sia un approccio importante e innovativo».

Quindi tu come definiresti la tua personalità, e come la presenterai sul palcoscenico?
«Guardando come ballo, beh mi viene in mente l’acqua, qualcosa di liquido. Credo che questo sia specchio della mia identità, anche se come tutti mi esprimo in modi differenti. Quando ballo quello che mi piace è avere l’impressione di creare qualcosa che sembri venire alla vita, dal nulla: penso sempre a questo».

Non è certo la prima volta che lavori con Ezralow, ti ha voluto anche per "Across the universe". Com’è lavorare con un grande coreografo come lui?
«Mi piace lavorare con lui perchè è sempre aperto alle idee: sicuramente ha una sua visione di base, ma è sempre pronto ad accettare i suggerimenti. Lavorare con lui è uno scambio, e questo è stimolante. Un’altra cosa che mi piace di Daniel è che è matto (ride), lavorare con lui assicura divertimento ogni giorno. Proprio perchè è sempre aperto alle nuove idee, vuole provare tutto, così ogni giornata non è mai uguale alla precedente».

In questo cast Ezralow ha unito ballerini esperti come te a dei giovanissimi, alcuni dei quali dalla trasmissione "Amici". Cosa pensi di questa scelta e di questo cast?
«Io non li giudico come giovani ballerini, ma come ballerini e basta. Questo spettacolo deve esprimere la personalità di ogni singolo talento, e ognuno di noi ha una personalità diversa. Inoltre credo siano dei professionisti anche loro, tutti devono iniziare prima o poi no?».

Dopo "Why" cosa vedi nel tuo futuro?
«Se guardo a quello che ho fatto in passato mi considero davvero fortunato: le esperienze che o vissuto sono tantissime. Non faccio ancora piani precisi per il domani, ma so cosa voglio per il mio futuro: diventare un grande ballerino e coreografo».

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Pubblicato il 24 Gennaio 2008
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