Metalmeccanici, l’accordo c’è
Centoventisette euro di aumento medio "spalmati" in tre tranches da gennaio 2008 a settembre 2009, più 300 euro "una tantum"; parificazione normativa tra impiegati e operai
L’accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici c’è. La notizia si è diffusa nel pomeriggio di oggi, domenica 20 gennaio 2008 dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Entro oggi le parti procederanno alla stesura dei testi e alla firma conclusiva.
Nell’ambito dell’accordo conclusivo, atteso da nove mesi fra scioperi e manifestazioni, e in cui per la prima volta si è raggiunta la parità normativa tra operai e impiegati, si prevede un aumento medio a regime per i metalmeccanici di 127 euro al mese, che varranno per 30 mesi e saranno elargiti in tre tranches: 60 euro a valere dal primo gennaio 2008, 37 euro dal primo gennaio 2009 e 30 euro dal primo settembre 2009. A queste cifre si sommano 260 euro (20 euro mensili per tredici mensilità su base annua) per chi non fa la contrattazione di secondo livello e 300 euro di "una tantum" che saranno erogate in un’unica soluzione a marzo di quest’anno.
Quanto all’orario, via libera all’utilizzo di un sabato comandato in più sia per le aziende fio a 200 dipendenti sia per quelle che superano questo limite. L’intesa, consente fra l’altro all’azienda di utilizzare un permesso annuo retribuito del lavoratore, prevedendone però l’eventuale godimento da parte dell’interessato l’anno successivo, salva la richiesta di monetizzazione da parte dello stesso. Quarantaquattro mesi, ossia tre anni e otto mesi, è il limite fissato per il lavoro a tempo determinato; in tema di ferie i lavoratori ne avranno un giorno in più una volta raggiunti i 10 anni di anzianità o 55 anni di età.
Il ministro Damiano saluta con soddisfazione l’accordo, parlando di "risultato di grande rilevanza per i lavoratori, ma soprattutto per il Paese". Secondo il ministro l’accordo migliora paghe e tutele dei lavoratori pur consentendo alle di accrescere competitività e flessibilità, e conferma la validità della concertazione come strumento di confronto tra le parti sociali. Questo sempre nell’ottica di un governo neutrale, al più disponibile ad avvicinare le posizioni delle parti in causa. Le prossime sfide per il governo,
sottolinea Damiano, riguarderanno gli sgravi fiscali sui redditi e la competitività.
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