Sola: “I Mondiali vi stupiranno al momento giusto”
A 240 giorni dall'inizio delle gare e alla vigilia del sopralluogo Uci il direttore generale fa il punto e rivela: «All'apertura inviteremo Napolitano»
Vercellese d’origine, trapiantato a Bergamo per lavoro, tra pochi giorni sarà a tutti gli effetti varesino, almeno da qui al mondiale. Ha preso casa in città Gabriele Sola, il direttore generale di Varese 2008, la persona più indicata per fare il punto sulla situazione a pochi giorni dal sopralluogo dell’Uci (da lunedì a giovedì prossimi) nel quale il comitato organizzatore dovrà spiegare punto su punto tutto ciò che accadrà da qui a settembre. Luogo d’incontro, gli uffici ricavati sotto la tribuna nei pressi del tondino, alle Bettole, la roccaforte della rassegna iridata di settembre.
Gabriele Sola, 240 giorni al Mondiale: il tempo inizia a stringere. Preoccupato?
«No, perché in queste ultime settimane si sono avviate una serie di situazioni decisive. Mi riferisco a tutto ciò che riguarda la viabilità, i parcheggi, i trasporti integrati "treno-bus" o "treno-bici" e via dicendo. Abbiamo ogni giorno contatti con autorità e aziende che ci danno garanzie, dai Ministeri alla Protezione civile agli enti di trasporto. Sotto questo profilo inziamo a essere più tranquilli. Ora stiamo dedicandoci a definire per bene gli eventi collaterali».
Cosa possiamo dire in merito?
«A breve sveleremo il programma completo ma voglio spendere una parola sulla cerimonia di apertura. Sarà curata dallo Studio Festi e la nostra idea è quella di proporre un vero e proprio evento come avviene, con le dovute proporzioni, per le Olimpiadi. Ciò non è mai accaduto in un mondiale di ciclismo, sarebbe una prima assoluta. Stiamo trattando per la copertura della Rai e per l’invito del Presidente della Repubblica: se tutto andrà in porto consegneremo a Varese un evento memorabile prima ancora che i ciclisti salgano in sella».
Intanto però, quando si parla di Mondiali, si sentono solo le opinioni e le critiche riguardo ai cantieri e alle schermaglie politiche. La cosa la infastidisce?
«Più che disturbato sono un po’ sorpreso. Sappiamo, e siamo orgogliosi, che il Mondiale a Varese porta con sé anche una serie di opere pubbliche che cambieranno in parte la città, ma mi stupisco un po’ che si parli poco del lato sportivo. Vorrà dire che al momento giusto si vedrà il nostro lavoro organizzativo. Intanto continuiamo a lavorare, e forse restare "sotto traccia" ci fa bene, visto che non abbiamo particolari pressioni sulla testa. D’altra parte la cosa principale in questo momento è pensare al meglio l’organizzazione; poi verrà l’ora di mostrare a tutti le scelte. Intanto ai varesini dico una cosa: non giudicateci prematuramente, o per sentito dire. Venite a trovarci in sede, esponeteci i vostri dubbi, diteci cosa ne pensate. Siamo qui anche per quello».
Il sopralluogo Uci è alle porte. Quali aspetti verranno toccati in modo particolare?
«Ci aspettiamo domande precise sull’ippodromo. L’Uci sa che i problemi di utilizzo sono stati risolti, ma l’ultimo contatto diretto con loro avvenne al Giro di Lombardia, in piena "crisi". Ora vogliono capire di persona tutto quanto avverrà all’interno de "Le Bettole", scoprire nel dettaglio in che modo l’impianto diventerà uno stadio del ciclismo a tutti gli effetti. Per questo sarà con noi l’ingegner Bianchi, l’uomo di contatto tra Comune e Varese 2008 per queste tematiche. Nei suoi dossier ci sono tutte le risposte».
L’Uci ha appena mandato una lettera di richiamo a sei federazioni tra le più importanti, a causa delle diatribe sull’organizzazione del circuito Pro Tour. Si minaccia addirittura l’esclusione dai Mondiali.
«Lo sappiamo e ci siamo subito cautelati, ma credo proprio che la lettera faccia parte di una polemica tra Federazioni e Unione che non potrà trascinarsi a lungo. Noi abbiamo "acquistato" a un certo prezzo l’organizzazione dei Mondiali; altri sono responsabili di non creare problemi. In merito abbiamo una linea pacata, ma ferma».
Ci si attendevano quattro main sponsor, ne sono arrivati due: Mapei e Whirlpool. Le confessiamo che siamo un po’ preoccupati in questo senso.
«È vero, il piano era quello, e un paio di circostanze non ci hanno aiutato. La prima riguarda il calo generale sugli investimenti legati allo sport e al ciclismo in particolare. La seconda è da collegare proprio al momento di difficoltà sull’ippodromo: la querelle è sorta nelle settimane più delicate, quando le aziende chiudono i budget per l’anno successivo. Ora comunque guardiamo avanti: non mancano i contatti anche freschi con alcuni grossi soggetti interessati. Inoltre potremmo cambiare in parte il piano degli abbiamenti, proponendo pacchetti diversi da quelli pensati in origine. Il budget al momento non è interamente coperto, ma siamo fiduciosi per il futuro visto che possiamo garantire un ritorno di immagine notevole. Intanto mi auguro che tutti gli impegni già sottoscritti vengano rispettati».
Qualche intoppo?
«No, io penso che non ci saranno problemi. Con il Mondiale sono state previste altre inziative, culturali e di marketing territoriale che poi rimarranno a disposizione di tutti. Stiamo lavorando per farle conoscere in occasione del grande evento, i soggetti pubblici ci hanno riconosciuto questo ruolo e sanno quali costi ci sono. Per questo non ho dubbi sul fatto che non sorgeranno problemi nei finanziamenti».
Chiudiamo con qualche buona notizia?
«Ben volentieri. Non posso ancora sbilanciarmi, ma abbiamo abbozzato una collaborazione con l’Università dell’Insubria che si sta dimostrando un interlocutore intelligente e interessante con cui dialogare. Poi anche Sea e Malpensa si stanno muovendo sul Mondiale: aspettiamo a svelare di più ma se son rose fioriranno… presto. E intanto prepariamoci a ospitare la delegazione spagnola che arriverà a giorni: sono una delle federazioni più importanti e preparate, vogliamo fare bella figura».
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