Hotel alla Vecchia Filanda, Legambiente ricorre al Tar
Non si placano le polemiche attorno all'approvazione del piano integrato per l'albergo sullo stretto di Lavena. Già presentati due ricorsi
Legambiente, appena formatasi con un circolo a Lavena Ponte Tresa, annuncia il ricorso al Tar (tribunale amministrativo regonale) contro la costruzione del complesso alberghiero della Vecchia Filanda, nella zona dello stretto di Lavena. Precisamente il ricorso è indirizzato all’amministrazione del comune di Lavena Ponte Tresa che in data 24 ottobre 2007 ha approvato il piano integrato d’intervento presentato dalla società costruttrice. Il
ricorso, ampiamente articolato, rileva l’incompatibilità
naturalistica-ambientale-storica di questi progetti e facendo riferimento a
Leggi Regionali, ai principi costituzionali ed alla Convenzione Europea per la
tutela del paesaggio chiede una sospensione cautelare della Delibera del
Consiglio Comunale con la quale si è approvato il piano integrato d’intervento
affinché venga riesaminato l’impatto paesistico-ambientale sia in conformità ai
criteri contenuti nel Piano Territoriale Paesistico Regionale e sia attraverso
l’intervento del competente Ufficio della Provincia di Varese per le
autorizzazioni e le valutazioni di sua competenza.
Secondo
i progetti presentati da due società, l’approvazione del piano integrato
d’intervento darebbe via libera alla costruzione di un primo edificio composto
da 11 appartamenti e da un secondo denominato “Yacht club Hotel” comprendente
33 camere d’albergo e 44 miniappartamenti, comprensivo di un centro nautico
provvisto di pontili d’attracco. Il centro nautico – che verrebbe realizzato su
suolo pubblico – verrebbe dato in concessione pluridecennale all’Hotel; e che
un altro intervento rilevante previsto nel piano integrato d’intervento approvato
sarebbe l’allargamento di un attuale vicolo, che si trova nel centro
storico, ad una larghezza di sei metri
per permettere il traffico veicolare su
di una strada senza uscita che servirebbe solo alle nuove costruzioni.
L’amministrazione comunale parla per bocca del sindaco Pietro Roncoroni che non si scompone e replica:«Presentare ricorso è un loro sacrosanto diritto – spiega – tra l’altro ne è arrivato un altro da un privato cittadino. Per il momento attendiamo che si chiudano i termini per presentare ricorsi e in seguito andremo ad approfondire e a nominare un legale per difenderci dalle accuse che ci vengono mosse». Il sindaco, comunque, non si perde d’animo e sottolinea iol canale aperto con i cittadini culminato con la scelta di presentare il progetto, nell’ottobre scorso, alla cittadinanza proprio alla Vecchia filanda:«da parte nostra abbiamo ascoltato i cittadini e abbiamo anche fatto apportare importanti modifiche al progetto inziale – conclude – in rispetto ai vincoli paesaggistici e naturalistici. evidentemente per qualcuno non è bastato. Noi sosteniamo questo progetto importantissimo per lo sviluppoturistico del paese».
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