Impianti sportivi: Busto batte Varese per ko
A Busto Arsizio, quartiere Beata Giuliana, sorgerà un palaghiaccio/palazzetto contornato di skate park e altre strutture sportive. Se tutto filerà liscio i lavori partiranno in autunno. Una bella notizia, anche presa al netto della campagna elettorale iniziata in questi giorni. Una bella notizia per Busto e circondario che mette in luce, ancora una volta, le carenze della città capoluogo in materia di impiantistica sportiva.
Già, perchè il confronto con la seconda città della provincia su questo argomento per Varese risulta sempre più impietoso. E inglorioso.
Basta consultare l’agenda degli ultimi anni: a Busto sono sorti un nuovo campo d’atletica a Sacconago dove si allena l’olimpionico Ivano Brugnetti, una piscina da 50 metri in via Manara che può ospitare riunioni internazionali (vedi il recente Trofeo Biancorosso) con una copertura avveniristica. E ancora il PalaYamamay di viale Gabardi che può anche non piacere dal punto di vista architettonico ma che in fatto di funzionalità è certamente di buon livello. Ora arriva il palaghiaccio, senza dimenticare che il vecchio stadio Speroni (aperto nel lontanissimo 1926, prima ancora del Franco Ossola) ha appena subito un restyling con la copertura (elegante, in legno) della tribuna dei popolari.
Di fronte a questo ben di Dio per chi ama lo sport sia praticato che tifato, ti viene da riflettere quando pensi allo stato in cui versano gli impianti varesini. Tolto l’ippodromo, bellissimo ma gestito direttamente da privati, il panorama è desolante.
Palaghiaccio e piscina, i neonati fiori all’occhiello di Busto, nel capoluogo sono ormai una mezza barzelletta. In via Albani si spera che non piova per non rischiare di prendere l’acqua in testa che cola dalla volta lignea; in via Copelli la Von fatica a gestire l’attività di alto livello (serie A di pallanuoto) e quella amatoriale in un impianto antiquato.
Dello stadio si è già detto tutto: se il progetto di Sogliano può essere discutibile (a proposito, se lì un supermercato non andava bene, come mai se ne può costruire uno nell’ex area Skf?) è anche vero che non ce ne sono stati altri sul tavolo. Intanto l’intonaco perde pezzi e gli spogliatoi ricordano quelli degli anni Cinquanta. E ancora il palasport, splendido per essere una struttura del ’64, stravecchio per gli standard odierni, mutilato nella sua espansione di inizio anni ’90. Per concludere con la pista di Calcinate degli Orrigoni, bella ma impossibilitata a ospitare manifestazioni di alto livello: gli spogliatoi sono inadatti.
Ma forse c’è ancora una disciplina nella quale Varese supera Busto in questo senso: il canottaggio. Ma evidentemente solo perché il buon Dio ha messo il lago ai piedi del capoluogo…
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