“Ma se Uslenghi è ancora “leghista” dov’è il suo fazzoletto?”
Il segretario provinciale leghista Fabio Rizzi: "La legge esclude la possibilità che sia lui a subentrare in consiglio regionale"
«Per un posto a sedere in Regione, sopratutto se ben retribuito, c’è chi è pronto a rinnegare anche se stesso». Non tarda ad arrivare la risposta dura e pura della sezione della Lega Nord di Cassano Magnago a Domenico Uslenghi, l’ex sindaco cassanese espulso dal partito del Carroccio che si è detto disposto a tornare nei ranghi per un posto al Pirellone. Il segretario provinciale leghista Fabio Rizzi ha detto che non se parla e comunque la legge parla chiaro ed esclude la possibilità che sia Uslenghi a subentrare in consiglio regionale, posto che spetta al forzista di Sondrio Giovanni Bordoni. I vecchi alleati cassanesi di Uslenghi rincarano la dose: «Che ne è della battaglia combattuta per non allearsi con la Cdl? Uslenghi si è anche candidato sindaco, e ha perso, contro la Lega. Pronto a considerarsi “leghista”, e a mettere in evidenza il fazzoletto verde, se il posto a sedere è di prestigio: da sindaco non l’ha mai fatto – si legge in una nota diffusa dal Carroccio cassanese -! D’altronde, per lo stipendio che era, nonostante l’aumento che si era “autoregalato”, questo gesto era “troppo”. Ma se è ancora “leghista”, come sostiene, dove è il suo fazzoletto? Alle ultime elezioni amministrative è stato lui a uscire dalla Lega Nord, con una sua lista, in quanto ha ritenuto l’apparentamento con la Cdl un evento nefasto, e non solo a livello cassanese». In effetti Uslenghi non ha mai risparmiato critiche anche pesanti a Forza Italia e alla Lega Nord di Cassano Magnano, in particolare al primo cittadino e suo successore Aldo Morniroli, accusati di essere troppo appiattiti sulle posizioni degli azzurri: «Ricordiamo, da sue dichiarazioni, che “Lui” non avrebbe mai fatto parte della Casa delle Libertà, proprio in virtù di queste sue opinioni personali, tanto è vero che alle amministrative si è schierato contro alla Lega Nord e alla Cdl, coalizione condivisa e appoggiata dai vertici stessi della Lega Nord – prosegue la nota -. Come sarebbe il suo voto, nel caso si trovasse a subentrare in consiglio regionale? Coerentemente contro l’“odiata” Cdl o per opportunismo, si adegua? Ed allora la Cdl di Cassano Magnago è diversa da quella in Regione? Che la sede della Lega sia stata disastrata, termine da “Lui” usato, sarà stato pur vero, ma la situazione attuale è ben diversa. Una sede legittimamente costituita, operativa e con nuovi sostenitori. Ci stiamo domandando anche noi come mai questa differenza. Stiamo analizzando i nomi di prima e quelli di adesso. Siamo arrivati, in ordine alfabetico, alla lettera “T”… appena ultimeremo il lavoro analizzeremo i dati emersi. Ultimo appunto – conclude la nota -. Uslenghi da solo non ha fatto nulla, lo ha fatto perché 12 consiglieri hanno alzato la mano: i consiglieri della Lega Nord, che con il loro voto gli hanno anche permesso di fare il sindaco per due mandati. Per quanto riguarda il suo posto (provvisorio) in Regione, aspettiamo gli eventi.
Non vorremmo che la brutta notizia ricevuta l’11 giugno 2007 si ripeta a breve. Le emozioni possono anche fare brutti scherzi».
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