Notte degli Oscar con due statuette italiane
Quattro premi importanti ai fratelli Coen. Miglior colonna sonora a Dario Marianelli e miglior fotografia al duo Ferretti-Lo Schiavo. Il cortometraggio italiano non riesce nell’impresa
I fratelli Coen protagonisti alla notte degli Oscar. Ma anche gli italiani, seppur non ufficialmente rappresentati, non se la sono cavata male. I Coen, gli indipendenti più amati di Hollywood (a ben guardare una bella contraddizione in termini) si portano a casa quattro statuette per Non è un paese per vecchi: miglior film, regia, attore non protagonista (Javier Bardem) e sceneggiatura. Dopo oltre dieci anni, quando trionfarono moralmente (seppur vincendo con “sole” due statuette) con il bellissimo Fargo, la vittoria dei fratelli più noti e irriverenti del cinema americano conferma la tendenza del sistema hollywoodiano a premiare non più le major ma il cinema impegnato, coraggioso e “destabilizzante”. Mentre una volta la notte di autocelebrazione del cinema americano tendeva a premiare ciò che incensava se stessa, da qualche anno, grazie anche al coraggio e alla bravura di personaggi come Clint Eastwood, Paul Haggis, Paul Thmas Anderson, c’è stato un decisivo cambio di rotta.
Gli italiani, nonostante l’esclusione di Tornarore dalla cinquina delle nominations al miglior film straniero, non sfigurano, grazie alla vittoria di Dario Marianelli per la colonna sonora dell’affascinante Espiazione (una volta l’Accademy avrebbe concesso a questo film molti più premi, più in linea con la tradizione classica del cinema) e a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, per le scenografie del musical di Tim Burton, Sweeney Todd (già in passato i due vinsero la statuetta per la stessa categoria con The Aviator di Martin Scorsese). Come miglior sceneggiatura originale vince invece la commedia Juno di Jason Reitman, film che lo scorso autunno aveva dominato alla festa del cinema di Roma.
Purtroppo non ce l’ha fatta il cortometraggio italiano in concorso Il supplente di Jublin, prodotto da Sky Cinema Italia, che ha dovuto cedere la statuetta a un concorrente francese autore di Le Mozart des Pickpockets.
Altri premi “pesanti” sono stati assegnati un po’ a sorpresa. Rimane a bocca asciutta Cate Blnchett, nominata in ben due categoria che si è vista soffiare la statuetta sia come miglior attrice da Marion Cotillard per La vie en rose, storia di Edith Piaf, sia come miglior attrice non protagonista, dov l’ha spuntata Tilda Switon per Michael Clayton. Quest’ultimo coraggioso film vedeva protagonista George Clooney, rimasto anche lui a bocca asciutta visto che il premio come miglior attore è andato a Daniel Day Lewis con Il petroliere.
Scontata la vittoria nell’animazione per Ratatuille, successo della Disney Pixar che ha riportato la casa di topolino in vetta alle classifiche del botteghino e nel cuore di grandi e piccoli. Tre statuette tecniche per The bourne ultimatum (suono, montaggio e sonor), mentre gli effetti speciali se i aggiudica La bussola d’oro.
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