Racconti, immagini e musica per festeggiare “Una vita in swing”

Gianni Cazzola, ieri sera, sabato 2 febbraio, al Lifework di Ispra, ha tenuto un concerto in occasione del suo cinquantesimo anno di carriera artistica e ha presentato il suo libro

Grande energia ed entusiasmo, sul palcoscenico un pezzo della storia del jazz. Gianni Cazzola (a lato, foto di Marina Sturino), ieri sera, sabato 2 febbraio, al Lifework di Ispra, ha festeggiato cinquant’anni di carriera artistica alla batteria, accompagnato sul palcoscenico da Mauro Brunini alla tromba, Gabriele Toja al pianoforte, Achille Giglio al contrabbasso. Una serata per festeggiare uno dei più grandi batteristi del jazz italiano ed internazionale e per presentare "Una vita in swign", il libro uscito in occasione del cinquantesimo.

Cazzola ha vissuto la sua vita tra i palcoscenici di tutto il mondo e ha suonato con i più grandi musicisti: da Art Farmer a Chet Baker, Dexter Gordon, Mal Waldron, Clark Terry, Gerry Mulligan, Johnny Griffin, Don Byas, Billie Holiday, Benny Golson, Sarah Vaughan, Tommy Flanagan, Steve Lacy, Ray Brown, Lee Konitz, Joe Venuti, Phil Woods, Sheila Jordan, Ira Sullivan, per citarne alcuni.

Ora, Cazzola, ha voluto raccogliere le sue esperienze e la sua storia in un volume ricco di testimonianze, aneddoti e lettere scritte da lui e da coloro che l’hanno conosciuto e con cui a condiviso i palcoscenici. Tantissime le immagini all’interno del volume che, oltre a rappresentare parte della carriera artistica di Cazzola, sono un vero e proprio cimelio della storia del beepop. E’ lui stesso a raccontarci come festeggia questo traguardo artistico.

Festeggia i suoi cinquant’anni di musica. In quale momento della sua vita ha sentito che il jazz sarebbe stato la sua strada?

"Ero molto piccolo, avevo nove anni e abitavo in Emilia Romagna in campagna. Mio fratello suonava la batteria e la teneva in un locale sotto casa nostra. Tutte le volte che scendevo le scale e vedevo quei tamburi ne rimanevo fulminato. E’ stato mio fratello a trasmettermi l’amore per la musica ed è a lui che ho dedicato questo libro."  

Prende poi il via una lunga carriera, ma quali sono stati i primi passi nella musica?

 "Ero giovanissimo e ho iniziato a suonare nei piccoli paesi, per le feste contadine. In cambio della mia musica ricordo che mi regalavano del salame, del vino, mi ricambiavano come potevano. Erano diversi i generi quelli che suonavo, non solo jazz, ma io mettevo già lo swing nei pezzi che facevo."

Com’è nata l’idea di creare un libro?

"Mi è stato consigliato da un caro amico della Sicilia, Ernesto D’Angelo, è un batterista e io lo chiamo con affetto "funky-man". Mi ha spinto a raccogliere tutte le mie esperienze, la mia storia. All’inizio ho lasciato perdere ma a furia di insistere mi ha convinto ed è nato il libro. E’ un volume che non vuole nascere come intervista a me ma ho voluto far parlare coloro che mi hanno conosciuto, i musicisti con cui ho lavorato."

Quale tra i palcoscenici che ha vissuto nella sua carriera le è rimasto piu’ nel cuore?

"Quello con Billie Holiday. Avevo vent’anni, suonavamo a Milano e io e il gruppo con cui suonavo abbiamo fatto con lei dei brani insieme. Alla fine del concerto mi sono avvicinato a lei per ringraziarla con il poco inglese che conoscevo ed è stata una grande emozione."

Tra le esperienze vissute, i diversi lavori che ha fatto, quali la hanno regalato più soddisfazioni?

"Tutte, ma soprattutto quelle con i giovani. In Italia ci sono sempre stati molti bravi jazzisti, ricordo Lerri Nocello, Fulvio Sisti ma anche molti altri. Io ero molto legato a Backley e lui era un uomo scopritore di talenti, io ho continuato la sua via."

Com’è cambito il jazz e la musica in questi anni?

"La musica è cambiata molto, ora è troppo commerciale. Io ricordo Duke Ellington, Dizzy Gillespie, Chet Baker, Monk, nomi che hanno fatto il vero jazz e che erano molto amati. Oggi il giovane segue un’altro genere, preferisce altre musiche e sono molti coloro che chiamano "jazz" quello che in realtà non lo è. Non c’è più il jazz di una volta, ma io continuo ad essere portatore di quella musica vera, quella nata negli anni ’50 e poi, ci sono ancora oggi musicisti come Gaslini un compositore, D’Andrea, Trovesi, Nusappi, Flores un pianista che ho amato particolarmente, che fanno ancora della buona musica."

Queste sera ha suonato diversi brani di Hubbard, Monk, Harley. Perchè la scelta di questi piuttosto di altri?

"Sono brani dei musicisti degli anni ’50 e ’60, quelli che ho più amato. Io, in particoloare, sono molto affezionato a Art Blackey, porto la sua immagine nel portafoglio, è uno dei batteristi che più amo, anche questa sera ho voluto suonare dei suo pezzi."

Cinquant’anni di musica e ancora molti progetti…

"Ora ho progetti molto belli. Quello a cui tengo di più è il "Gianni Cazzola incontra i giovani", è un gruppo composto da ragazzi tra i 23 e i 25 anni, ne fanno parte Simone Daclan al piano, Mattia Magatelli al basso, Emilio Vernizzi al Sassofono e Humberto Amezquito al trombone."

Tutti gli eventi

di giugno  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 03 Febbraio 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.