Se ne va Casini, benvenuti i “moderati” Bossi e Calderoli
Una riflessione sui repentini cambi di assetto del centrodestra dopo l'annuncio del presidente dell'Udc di di correre da solo
«È giusto vendere Alitalia ad Air France, perchè altrimenti fallisce, ma è altrettanto giusto salvare i lavoratori di Malpensa, che continuino a vivere e lavorare».
«Il nostro è un segnale di unità ed è la risposta di tutto il Nord unito a difesa di una infrastruttura che è assolutamente indispensabile non solo per il Nord, ma per tutta l’Italia».
Quando Bossi – il primo -, e Calderoli – il secondo -, fanno finta di essere moderati, attraverso questo linguaggio tutto sommato conciliante, mi sembra giusto far finta di riconoscerlo.
Bravi!
Non sarà – dico io – che la fuga dei moderati di Pierferdinando Casini, quelli veri, comincia da subito a mostrare benefici effetti? Non lo voterò Casini, ovviamente, ma non sarebbe forse il vecchio delfino di Forlani un ottimo candidato premier, se proprio Veltroni non dovesse riuscire?
Contrariamente alle aspettative della vigilia, infatti, l’unico finito in un cantuccio sembra proprio essere Gianfranco Fini.
E Berlusconi? Forse stavolta riusciamo a mandarlo in pensione, senza neppure gridargli troppo addosso.
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Loro ne fanno già parte
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