“Troppo facile scaricare le colpe alle vecchie amministrazioni”
L'ex sindaco Franzetti rompe il silenzio dopo le recenti dichiarazioni del primo cittadino Fabio Felli. «L'ecomostro in Mirabella si poteva evitare»
Da tempo Antonio Franzetti non interveniva nella vita pubblica di Gemonio. Il sindaco che per più tempo ha governato il paese (dall’85 al 2004) torna a parlare dopo una recente lettera inviata a VareseNews dall’attuale primo cittadino, Fabio Felli. Motivo del contendere è di nuovo il complesso abitativo che dovrebbe nascere in cima alla collina di Gemonio, quello che le opposizioni chiamano "ecomostro della Mirabella". Il suo intervento è dettato dal fatto che la maggioranza, a quasi quattro anni dal suo addio, continua a imputargli certe decisioni che tuttora regolerebbero il paese. Pubblichiamo integralmente la sua lettera.
Egregio direttore
da tempo leggo, sento dichiarazioni o apprendo dai giornali che il Sindaco Felli ogni volta che deve "giustificare" un suo operato "tira in ballo" il sottoscritto e le amministrazioni da me guidate.
Prima ho pensato che fosse un "peccato di gioventù" e non mi sono premurato di controbattere, ma visto che dopo ormai 1.000 giorni (anch’io so contare) dal suo insediamento il vezzo, non solo continua ma si fa sempre più martellante, mi vedo costretto a replicare.
Premesso che per quanto riguarda il mio operato, mi assumo tutte le responsabilità e mi guardo bene dall’attribuire ad altri eventuali "colpe", vorrei però far notare al Sindaco Felli, tra le tante possibili, alcune discrepanze del suo "amministrare" e del suo "comunicare".
1) Se ben ricordo, come credo ricorderanno tutti i gemoniesi, al momento della presentazione delle liste e dei programmi, aveva sbandierato ai quattro venti che qualora avesse vinto le elezioni avrebbe posto fine all’edificazione selvaggia, che, secondo lui e i componenti della sua lista, era propria delle mie amministrazioni (facendo finta di dimenticare che di varie "cementificazioni" proprio l’odierno Sindaco ne era stato un attivo protagonista (vedi zona industriale, edificazioni di via Gorizia, di via Bolzano…).
Adesso afferma che quanto promesso non gli è possibile perché il piano regolatore in atto (lo stesso di allora) non lo consente.
Anche in quel tempo non lo consentiva e perché dunque tali perentorie promesse?
Perché, dopo quasi tre anni dal suo insediamento, non ha apportato alcuna modifica al piano regolatore stesso come avrebbe potuto e, se voluto, fare?
2) In Consiglio comunale, allorquando i rappresentanti della minoranza si permettono di chiedere modifiche a qualche decisione della maggioranza anziché sentire risposte con argomentazioni a sostegno delle proprie scelte si sentono semplicemente rispondere «adesso comandiamo noi e decidiamo noi» (salvo poi inserire nei verbali del Consiglio dotte dissertazioni mai esposte nel Consiglio stesso).
Se «comandate voi» di conseguenza anche le responsabilità sono vostre e diventa troppo facile o addirittura infantile rifugiarsi dietro al «vorremmo ma non possiamo» e al «nostro malgrado ci costringono a fare»!
3) In riferimento al progetto in questione il Sindaco Felli afferma che è stato regolarmente approvato dalla "Commissione per il paesaggio"; non dice però che la stessa Commissione è composta da due architetti di cui uno dei due è l’estensore del progetto stesso.
Il che significa che ritiene corretto ed etico che il "controllore" ed il "controllato" siano la stessa persona!
4) È vero, come dice il Sindaco Felli che la suddetta convenzione e stata da me sottoscritta nel 2003 ma in quell’atto non tutto era stabilito e in sede di approvazione definitiva del progetto il nuovo Sindaco avrebbe senz’altro potuto avere (qualora lo avesse voluto) un margine di contrattazione.
Inoltre, è sicuro che quella convenzione del 2003, visto il tempo trascorso, non sia decaduta?
Se fosse venuta meno (come ritengo) la sua validità, come si suol dire, il gioco sarebbe ritornato nelle sue mani e avrebbe potuto modificare il tutto come meglio preferiva.
Come vede, signor Sindaco, è troppo facile dire che le mancanze, le azioni e le parole sbagliate sono solo quelle degli altri: anche quelli "bravi" come Lei, spesso non "ci azzeccano"!
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