Aspesi contro Galli, è pareggio
Primo confronto pubblico, organizzato da "Liberamente politica" tra i due candidati alle provinciali.Pacatezza e savoir faire, ma non su federalismo e poltrone
Alla fine, tra Mario Aspesi e Dario Galli, è pari e patta. Il confronto tra i due candidati alle elezioni provinciali, organizzato dall’associazione “Liberamente politica” e coordinato da Giuseppe Gibilisco, ha ricalcato il modello “pacato” voluto da big nazionali Veltroni e Berlusconi.
Di fronte al numeroso pubblico accorso al Teatrino di via Sacco, tra cui molti politici, i due candidati, dopo una breve presentazione, hanno illustrato i punti principali del loro programma.
Per Aspesi, gli obietttivi sono: lo sviluppo, l’ambiente, il lavoro e il dialogo con i comuni. «Nello sviluppo del territorio – ha spiegato il candidato del Pd e dell’Italia dei valori – ci metto i problemi dei rifiuti e dell’acqua. Una Provincia deve essere da supporto per i comuni e non entrare a gamba tesa come qualcuno in passato ha fatto. Il tema del lavoro è centrale per lo sviluppo di un territorio. Il Centro per l’impiego provinciale è efficiente, peccato che ci lavorino quaranta precari».
Galli, a sua volta, mette sul piatto ambiente, lavoro, economia e la consapevolezza del territorio. «Sul piano rifiuti e sull’acqua – ha detto il candidato di Lega Nord, Pdl e Udc – vanno presi provvedimenti. Io sono stato sindaco e capisco che l’Ato ha creato oggettive difficoltà e quindi occorre capire l’esigenze di tutti e trovare una soluzione. Sicuramente ci vuole un piano sovracomunale per affrontare il problema della siccità».
Il candidato della Lega Nord affonda il colpo quando affronta il tema del federalismo. Galli sciorina numeri convincenti e introduce il parallelo con la vicina Svizzera. «I Cantoni elvetici hanno a disposizione un terzo del loro gettito fiscale. La Provincia di Varese ha a sua disposizione solo 80 milioni di euro per un territorio il cui gettito fiscale sfiora i 17 miliardi di euro. Ciascun abitante di questa provincia riceve solo cento euro dei ventimila versati allo Stato».
Aspesi incassa e piazza il fendente sull’amministrazione delle risorse pubbliche e sulla spartizione delle poltrone nei vari consigli di amministrazione delle aziende partecipate. «Siamo incapaci di volare alto, perché ognuno di voi, della vostra parte politica, è attaccato ai propri posti. Della mia parte politica sono pochissimi quelli che occupano poltrone e su questo argomento voi non riuscite nemmeno a balbettare». E infatti l’avversario non proferisce parola.
Il dibattito riprende a correre sui binari della pacatezza con gli interventi e le domande del pubblico. I progetti per la cultura e la sanità, la questione Malpensa, introdotta dall’assessore regionale di Forza Italia Raffaele Cattaneo. E ancora, il destino del Piano d’area, "preoccupazione" del consigliere regionale del Pd Stefano Tosi; il ruolo della sussidiarietà, questione posta dall’ex parlamentare Costante Portatadino e come migliorare la macchina amministrativa provinciale, domanda dell’ex vicepresidente della Provincia Carlo Baroni.
In chiusura, l’intervento semplice e chiaro di due giovanissimi, che sembravano usciti da un manifesto della beat generation. Forse l’unica vera novità della serata.
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