Aumenterà il prezzo di latte e latticini?

In Italia e in Lombardia si potrebbe arrivare ad un nuovo accordo fra industriali ed agricoltori per il contratto sul prezzo del latte alla stalla

Aumenterà il prezzo di latte e latticini? La domanda è di stretta attualità perché, proprio in questi giorni, si stanno prendendo decisioni che potrebbero avere qualche ripercussione sui nostri bilanci familiari.
Innanzitutto, lunedì 17 marzo il Consiglio dei Ministri Agricoli dell’Unione Europea ha approvato l’aumento del 2% delle quote produttive in tutta Europa, avvicinando a grandi passi la fine del sistema delle quote-latte, pur terminando ufficialmente solo nel 2015. Alla base di questa decisione c’è anche la volontà di riuscire ad abbassare i prezzi al consumo.
Entro fine mese, poi, in Italia e soprattutto in Lombardia si potrebbe arrivare ad un nuovo accordo fra industriali ed agricoltori per il contratto sul prezzo del latte alla stalla. Oggi agli agricoltori è riconosciuta una cifra di 0,42 euro al litro. Mentre, sugli scaffali dei punti vendita i prezzi variano secondo la tipologia dell’offerta: intero, alta qualità, parzialmente scremato, all’inglese, microfiltrato, a lunga conservazione, Uht ed altri; prodotti che in alcuni casi superano la soglia di 1,60 euro al litro, indicata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi Antonio Lirosi come livello oltre il quale si parla di "aumenti ingiustificabili".

A fronte di ciò ed in relazione al caro vita che colpisce tante famiglie, è comprensibile l’interesse verso nuove forme di commercializzazione del latte, ad esempio quella adottata da molti agricoltori che arrivano direttamente al consumatore attraverso i distributori automatici del latte. Ma la novità vera, con la quale diventa difficile non fare i conti è una decisione – per ora politica e non legislativa – adottata dal Parlamento Europeo per modificare le regole del settore latte. In sostanza, gli Europarlamentari si sono detti favorevoli ad introdurre nella legislazione un nuovo concetto: non conta più la quota assegnata al singolo Paese, ma il riferimento diventa il quantitativo globale di latte prodotto in tutta Europa. Essendoci in Europa una produzione deficitaria, questa decisione potrebbe anche portare ad avere prezzi al consumo più bassi, ma dovrebbe essere attuata con grande attenzione, per evitare che vengano danneggiati quegli agricoltori – molti anche del nostro territorio – che si sono messi in regola negli anni scorsi, rispettando con scrupolo la normativa nazionale ed europea in materia di quote latte.

Alessandro Alfieri

Responsabile regionale Enti Locali del Partito DemocraticO

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Pubblicato il 26 Marzo 2008
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