Giochi matematici, piccoli geni (di provincia) crescono
Si sono svolte all'Insubria le semifinali dei campionati internazionali di giochi matematici. Una sfida tra 550 ragazzi
Chi pensa che la scuola non sia più in grado di trasmettere emozioni, è caldamente invitato ad assistere, almeno una volta, a una competizione di giochi matematici. Sì, di matematica, la materia “antipatica” per eccellenza, quella che, secondo alcuni, crea uno spartiacque tra chi affronta la vita con freddezza e logica e i sognatori, gli “artisti”. Luoghi comuni: ve lo dimostrano i 550 ragazzi che oggi, sabato 15 marzo, hanno partecipato alle semifinali italiane dei Campionati internazionali di Giochi matematici.
Ragazzi delle medie, delle superiori e dell’università si sono sfidati a colpi di logica con un occhio all’orologio, e al tempo che scorreva, e uno al foglio con i 16 problemi da risolvere preparati dall’Università Bocconi e dal Centro Pristem.
Nelle aule di Economia dell’Insubria i ragazzi sono arrivati carichi dell’entusiasmo di un centometrista e con l’adrenalina di uno sciatore al cancelletto di partenza.
Genitori al seguito, tutti fuori dalle porte in attesa di una campanella che è suonata oggi simultaneamente per 30 mila studenti in tutta Italia. Poi tutti dentro nelle aule che alcuni, è certo, frequenteranno da “grandi”.
E a cimentarsi tra le spese di spedizione di un pacchetto di compleanno, un cubo bucato, le operazioni in codice e i multipli, tanti ragazzi e tantissime ragazze con la faccia “da primi della classe” ma anche molti rappresentanti di quella generazione da molti considerata persa per sempre.
E, ci dispiace dirlo, ma anche questa esperienza di vita insegna che mai niente è come appare: il ragazzino con la cresta, l’orecchino e il sedere fuori dai pantaloni s’arrabbia come una bestia quando si accorge di aver sbagliato il problema numero 7. Proprio come il suo compagno con gli occhialini e la faccina brufolosa.
Dei 550 partecipanti soltanto il dieci per cento andrà alle finali a Milano e dal gruppetto usciranno i pochi, pochissimi, che visiteranno in viaggio premio Parigi.
Oggi per tutti i vincitori “solo” una scorpacciata di libri che, guarda caso, tutti sfoggiavano come fossero medaglie d’oro.
Una menzione, doverosa, su tutte: primo della categoria L2 è arrivato Alessandro Moia ormai arcinoto a Varese per aver vinto, l’anno scorso, il premio come miglior studente della Lombardia. Oggi, brillante studente dell’Università di Pisa, ha stravinto tanto per dimostrare che bravo era e bravo è rimasto.
Ed ecco i primi tre vincitori delle varie categorie.
C1
Davide Maffioli Luini di Luino
Beatrice Demorde Sauro di Malnate
Claudia Gottardello Ferrarin di Vengono Superiore
C2
Andrea Fusaro Itis Geymonat di Tradate
Silvia Zanini Giovanni XXIII di Cantello
Stefano Dal Molin Dante di Varese
L1
Fabio Stradelli Ferraris Varese
Lorenzo Franzi Curie Tradate
Valerio Langé Sereni Luino
L2
Alessandro Moia Università di Pisa
Marco Bernasconi Politecnico
Edoardo Vecchi Cairoli Varese
GP
Alberto Menoncin
Marco Marelli
Fausto Coppa
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