La scuola deve rimanere dov’è
Il perché dei no alla nuova scuola primaria raccontato dal coordinatore del comitato referendario
Nella serata organizzata dall’associazione genitori sul tema della nuova scuola primaria a Malnate abbiamo potuto apprendere direttamente dai proponenti i primi dettagli dell’operazione che essi intendono realizzare. Sostanzialmente sono state ribadite motivazioni già espresse nel corso di numerose interviste ed interventi sulla stampa locale: la carenza prevedibile di posti in un futuro prossimo, la difficoltà legata alla situazione del traffico veicolare, l’inquinamento dell’aria; in più è emersa dalla comunicazione dei membri della giunta la volontà di far entrare il progetto scuola in un ben più ampio riassetto urbanistico che coinvolgerebbe il palazzo comunale con i suoi uffici.
Sono stati resi pubblici una serie di costi che, dall’acquisto del terreno, alla sua urbanizzazione ed all’edificazione del nuovo edificio scolastico si situerebbero a livello di preventivo intorno ai nove milioni e centomila euro.
Dopodiché, a sostegno dell’iniziativa ci è stato mostrato che con una serie di passaggi di natura strettamente economico-finanziaria il prezzo poteva scendere sino ai cinque milioni e mezzo di euro; cifre che se confrontate con il previsto costo di quattro milioni e mezzo di preventivo per la nuova sede degli uffici comunali (opera che, ci risulta, sia maggioranza che opposizione dichiarano assolutamente necessari) giustificherebbero ampiamente la decisione dell’amministrazione.
Simili spiegazioni ci lasciano tuttavia con le nostre perplessità e ci stimolano ad andare avanti affinché i malnatesi possano esprimere liberamente e coscientemente la loro volontà; non si tratta di sterili "no" ma di una contrarietà che ha le sue salde e motivate giustificazioni
Come ribadito, persino da sostenitori dichiarati della attuale giunta, di tale progetto non vi era traccia nei programmi elettorali ed alcuni presenti hanno dichiarato di averne appreso l’esistenza ( quando già sono stati stanziati fondi per l’avvio dell’opera) solo nel corso della serata. E da più di un presente in sala è stata invocata la necessità di studi preliminari più approfonditi,anche sulle possibili alternative.
Come comitato referendario, ci impegniamo a vagliare attentamente le cifre e le procedure amministrative che sono state presentate; per ora possiamo solo notarne l’incompletezza ed il curioso fatto che i metodi che riducono il prezzo del 30% o più applicati alla valutazione dei costi della nuova scuola non siano stati altrettanto utilizzati per valutare comparativamente i costi della nuova sede degli uffici comunali; e che non sia stato spiegato ai cittadini quali rinunce essi dovranno accettare in cambio.
Le cifre fornite sull’aumento della popolazione scolastica concordavano con le nostre sull’esistenza di un picco (tra il 2013 e il 2016), di una successiva decrescita e di una stabilizzazione verso una popolazione scolastica che (fermo restando il limite dei 18500 abitanti) potrebbe essere ancora tranquillamente ospitata nella sede attuale, eventualmente con il recupero di aule attualmente occupate da uffici del comune.
Del tutto insoddisfacente , poi, la questione dei dati relativi al traffico; nessun dato se non quello dell’impressione ( smentito peraltro immediatamente da dati ufficiali vecchi di solo un anno)e la manifestata voglia di permettere a ciascuno di accompagnare in auto il proprio figliuolo; non sono stati eseguiti studi sulla qualità dell’aria, né studiati modelli sulla mobilità e sull’impatto che la dislocazione avrebbe sul traffico e sui costi supportati dai cittadini, né proposti studi sulla mobilità alternativa che garantirebbe meno ingorghi ed aria più salubre.
La replica del sig. Sindaco nel corso della serata e alcuni interventi nel forum di malnate.org vorrebbero innescare il sospetto che la nostra iniziativa sia tutta politica; noi ci teniamo a ribadirne la assoluta natura apartitica; accettando di definirla "politica" se essa permetterà alla popolazione di Malnate partecipare alle scelte che più direttamente la coinvolgeranno.
Crediamo che un referendum, ancorché consultivo, sia un buon modo di garantire questo diritto.
Per il comitato referendario
Paolo Albrigi
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