“Mac e Beth” a Castellanza
Appuntamento venerdì 28 Marzo alle ore 21 al Teatro di Via Dante
ca Castellanza con lo spettacolo teatrale "MAC E BETH" della compagnia Astorri – Tintinelli di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli.
La Compagnia Astorri-Tintinelli propone a ScenAperta uno studio personalissimo del Macbeth shakespeariano. Lo spettacolo prosegue il percorso autorale e di sperimentazione della compagnia attraverso grandi figure del passato – da Büchner a Van Gogh a Pasolini – che hanno informato i precedenti spettacoli di questa giovane formazione.
In Mac e Beth il nome del feroce personaggio shakespeariano si scinde in due tronconi, la sua figura si sdoppia, diventa una proiezione mentale della coppia omicida su cui è incentrata la vicenda. Lui si chiama Mac e lei si chiama Beth. Insieme gestiscono un club underground, dove ogni sera si ascoltano in modo improbabile parole in libertà, musica e avanspettacolo di bassa lega. Ogni sera Mac e Beth mettono in scena davanti ai loro spettatori le ombre del dramma shakespeariano, tagliato sulla misura della loro vita sgangherata. Beth, alla consolle su vertiginose zeppe dorate, mette musiche improbabili, l’Inno di Mameli, un po’ di rock e pezzi di colonne sonore da film western. Mac canta, racconta barzellette che non fanno ridere e, fra un numero e l’altro, declama stancamente battute del Macbeth.
Una storia miserabile di potere e ambizione, un cabaret ilaro-tragico sull’ascesa del male e sul sangue che genera altro sangue, eseguito da un Pallido Delinquente e da una Trapezista Imperfetta, tra citazioni cinematografiche (da Egoyan a Sergio Leone) e riferimenti iconografici (Bacon e impressionismo). Il nemico da eliminare è Doncano, capo della casa di produzione Mirabolica, che blocca loro la strada di un presunto successo. Mac lo uccide – tacitamente sospinto da Beth – ma deve poi ammazzare i suoi parenti per evitarne la vendetta. Restano il sangue, le recriminazioni, i dubbi sul perché tutto ciò sia stato fatto e resta la recita, la finzione, mentre di vero non c’è che l’impotenza dei due, la disperazione, il fallimento. Al Club Series di Mac e Beth le parole del dramma shakespeariano sembrano ricadere le une sulle altre, espellendo all’improvviso il loro significato. L’azione coincide con l’interruzione dell’agire, quasi una sorta di sterilità congenita e vertiginosa, che diventa indecidibilità e indicibilità: Mac è un burattino prestato al sogno, alla parte, al ruolo della rock star decaduta, del pugile guerriero, al guitto brianzolo di testoriana evocazione.
«In realtà non è una vera e propria rilettura – spiega Alberto Astorri – quanto un tentativo di riflessione che si muove entro i confini della storia originale. Portiamo in scena due attori persi di un varietà morto, due attori falliti che pongono al pubblico il “dilemma” del fallimento, dello sprogettarsi. È la rappresentazione del vero fallimento, quello dal quale però, come diceva Carmelo Bene, può nascere davvero qualcosa. E al tempo stesso pone al centro dello spettacolo una riflessione sul teatro.».
La Compagnia Astorri-Tintinelli nasce dall’incontro di Alberto Astorri e Paola Tintinelli, nell’estate del 2002 al Festival di Santarcangelo. Attori provenienti da formazioni ed esperienze diverse – lui dall’Accademia dei Filodrammatici e dal lavoro con De Berardinis, lei dall’Accademia di pittura di Brera, sono uniti da un percorso comune di sperimentazione che li ha portati a realizzare dal 2003 spettacoli che si ispirano a grandi personaggi del passato, da La Ballata di Woizecco, rilettura del Woyzeck di Buchner, a Senza Volto, studio scenico ispirato a Van Gogh, a Tutto il mio folle amore, sconcerto poetico dedicato a Pasolini.
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