Niente casti nella casta
Non ho potuto presenziare all’incontro tra i due maggiori candidati alla successione di Marco Reguzzoni alla guida della provincia organizzato da “Liberamente politica” al Teatro Santuccio, ma l’equilibrata sintesi dell’avvenimento fatta da Michele Mancino mi ha offerto la necessaria informazione e posso allora avventurarmi in un paio di considerazioni che nascono dalla stoccata di Aspesi a Galli sulla questione delle “poltrone” razziate a tutto spiano dalla Lega. Che ha sempre rinfacciato ai suoi avversari questa specifica ingordigia.
Che Aspesi abbia ragione al cento per cento lo si è potuto constatare quando, a beneficio dei cittadini che seguono poco la politica, nei mesi scorsi è stato pubblicamente ricordato l’elenco dei “posti” sui quali nel Varesotto e nel capoluogo sventola il vessillo del Carroccio. Si può dunque capire anche quanto costi agli alleati della Lega abbassare la testa davanti al prezzo che viene loro imposto di pagare per vincere le elezioni, ma rimane inaccettabile per tutti i varesini che si riconoscono nell’area moderata, il fatto di non poter eleggere, come accadeva in passato, il loro senatore, il loro deputato e nemmeno il consigliere regionale. Si spiegano anche così le affermazioni elettorali di leader del Centrosinistra come Marantelli e Adamoli, sempre molto attenti ai problemi del nostro territorio.
Attenzione che peraltro c’è sempre stata da parte dei leghisti che hanno guidato la Provincia e che anche a Varese hanno sempre incassato una quantità di voti: davanti a un accettabile impegno personale e della Giunta facilmente finiva nel dimenticatoio l’arraffa arraffa dei posti di subgoverno.
Ho letto che Galli non ha replicato ad Aspesi, forse ha voluto lasciare la questione in ambito locale perché del Varesotto si parlava; forse in parte egli condivide la giusta critica rivolta al suo partito, sta di fatto che se, da deputato uscente, egli fosse passato al contrattacco avrebbe fatto strame: infatti il Centrosinistra del governo nazionale ha occupato, e spesso gestito malamente, tutto quanto era occupabile, battendo anche il record assoluto delle poltrone ministeriali. Nella casta sembra che i casti non ci siano.
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