“Vecchie e non a norma”, Legambiente boccia le scuole lombarde
Diffuso il rapporto dell'associazione sulla qualità dell'edilizia scolastica italiana. Nella classifica nazionale Varese si piazza al quarantasettesimo posto
In Lombardia solo il 18 per cento delle scuole è in possesso di un certificato di prevenzione degli incendi e il 31 per cento degli edifici scolastici dei capoluoghi lombardi possiede un certificato di agibilità. Sono solo alcuni dei dati che emergono dal Rapporto "Ecosistema scuola 2008", l’annuale ricerca di Legambiente relativa alla qualità degli istituti scolastici italiani. L’indagine ha messo in luce molti punti critici: nel 54 per cento dei casi, ad esempio, gli alunni studiano in edifici vecchi, realizzati tra il 1900 e il 1974. È stata inoltre stilata una classifica nazionale sulla base del livello di qualità dell’edilizia scolastica, in cui al decimo posto si trova Mantova, la migliore delle province lombarde, con un punteggio di 70,85 per cento seguita da Monza al dodicesimo posto e Bergamo al quindicesimo. Per trovare Varese si deve scendere fino al quarantasettesimo gradino, poco più in alto di Milano che si trova al cinquantacinquesimo.
«Lo stato in cui versa l’edilizia scolastica italiana e lombarda è preoccupante – dichiara Andrea Trisoglio, responsabile Area Educazione di Legambiente Lombardia -. Se si leggono ad esempio i dati relativi ai certificati di agibilità risulta scarsa l’attenzione delle istituzioni verso il mondo della scuola. Al contrario riteniamo che rendere gli edifici scolastici più belli, salubri e ambientalmente sostenibili, sia un modo per investire sul nostro futuro e dimostrare di avere a cuore le giovani generazioni».
Dal quadro lombardo, che quest’anno prende in considerazione una popolazione scolastica di 148.262 persone, emergono anche segnali di impegno e di miglioramento: crescono infatti le pratiche ecocompatibili, soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata, l’investimento in fonti energetiche alternative e l’alimentazione biologica. Infatti nell’84 per cento degli edifici si utilizzano fonti di illuminazione a basso consumo (anche se solo nello 0,68 per cento si utilizzano fonti di energia rinnovabile). La carta rimane il materiale più differenziato (80,93 per cento), a seguire la plastica (60,31 per cento), toner e cartucce (47,08 per cento), poi vetro e pile (42,41 per cento) e infine l’organico (39,69 per cento). Nelle mense scolastiche lombarde infine si mangia biologico nell’86 per cento degli istituti.
«Il patrimonio edilizio scolastico è il contenitore di una parte importante della vita di milioni di lombardi, studenti, formatori e lavoratori – conclude Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – ma le prestazioni di questi edifici, in primo luogo per quanto riguarda i consumi energetici connessi alla climatizzazione, sono in generale scadenti. La lotta al cambiamento climatico inizia anche dall’involucro entro cui si svolge la vita scolastica, e le ricadute in termini di qualità dell’insegnamento e dell’educazione non possono che essere notevoli: investiamo in questi edifici per rendere credibile la sfida dell’efficienza energetica nell’intera comunità».
Sabato 15 marzo in Lombardia oltre 20.000 ragazzi si rimboccheranno le maniche per Nontiscordardimé– Operazione scuole pulite, la grande giornata di volontariato organizzata da Legambiente dedicata alla qualità, alla vivibilità e alla sicurezza degli edifici scolastici.
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