Casini, ecco le risposte alle domande dei nostri lettori
L'onorevole dell'Udc ha rispettato l'impegno preso quando è venuto a Varese e ci ha inviato le sue riflessioni
Detto fatto. Promessa mantenuta: l’onorevole Casini ci ha inviato le risposte alle domande formulate dai nostri lettori che gli abbiamo consegnato in occasione della sua visita a Varese il 7 aprile.. Ve le "giriamo" così come ci sono pervenute.
Scritto da: D. Tonetto 2/04/2008
Onorevole Casini, vorrei chiederle se prossimamente non sarà il caso di dialogore con una forza moderata e riformista come il PD. Ormai senza l’UDC il Popolo della libertà è un cartello elettorale che comprende vari partiti, ma è troppo spostato a destra (basta citare i candidati Ciarrapico e Mussolini)
Risponde Casini:
Anche il PD è un cartello elettorale: comprende i radicali e l’Italia dei Valori, anche se con accordi diversi. Sui temi eticamente sensibili il PD, come il PDL, non ha una posizione, perché al suo interno ci sono esponenti che la pensano tra loro in modo diametralmente opposto. Lo stesso vale per alcuni temi fondamentali di politica economica. In realtà, sia il PDL che il PD sono coalizioni mascherate da partiti, propongono al paese programmi che sono libri dei sogni, ogni giorno ne inventano una nuova, e fanno appello al voto utile nonostante che il voto sia anzitutto una questione di coscienza, una cosa seria. Certo, se si verificasse una situazione di stallo al Senato e un’ingovernabilità di fatto, l’UDC avrebbe il dovere di valutare le soluzioni possibili. Non un’alleanza con il PDL o il PD, perché le alleanze si fanno prima del voto e non dopo, ma il sostegno a un governo di responsabilità nazionale che non abbia come fine la spartizione del potere e delle poltrone, bensì l’assunzione di alcuni decisioni non più rinviabili per il bene del paese.
Scritto da: A. di Biase 2/04/2008
A me Casini piace. Ma perché non è andato da solo anche a Varese? E’ più bianca di quanto si pensi. Basta crederci.
Risponde Casini:
L’ho detto altre volte. L’UDC non è un partito dirigistico. Noi abbiamo il massimo rispetto del territorio e della specificità delle situazioni locali, che non sono assimilabili a una classificazione nazionale. Laddove le coalizioni hanno ben governato, è bene che continuino a farlo, e comunque decidono i nostri dirigenti e amministratori sul posto.
Scritto da: Maria Terranova 2/04/2008
Caro Casini, lei mi piace per il coraggio con cui sta affrontando questa campagna elettorale, ma sono molta delusa per la sua scelta a favore del nucleare anzichè per la scelta di energie alternative pulite. Ci ripensi e la potremmo votare in molti.
Una sua simpatizzante
Risponde Casini:
Vede, il coraggio consiste soprattutto nel dire le cose impopolari. So bene che il nucleare non è popolare al 100 per cento, che ci sono ancora molte resistenze. Però sono convinto che accanto agli incentivi per le fonti rinnovabili, noi dobbiamo porci seriamente il problema della dipendenza energetica dall’estero pari all’85 per cento del nostro fabbisogno energetico. Siamo l’unico paese europeo che non produce elettricità con il nucleare. E non siamo neanche al riparo dalle conseguenze di un incidente nucleare che dovesse aver luogo, per esempio, in una centrale francese a ridosso dei nostri confini. Il risultato è che paghiamo bollette record, che la nostra politica estera dipende dagli umori dei governanti di Paesi instabili come Algeria, Libia e Russia, e che mentre tutto il mondo prosegue sulla strada del nucleare, o addirittura la intraprende ex novo (dalla Gran Bretagna alla Francia, dall’Australia agli Stati Uniti), noi che eravamo all’avanguardia in questo settore, ci ritroviamo tagliati fuori. Abbiamo accumulato un ritardo di vent’anni, vogliamo perderne altri venti?
Scritto da: Boka 1/04/2008
M’è parso di capire che Casini, in Parlamento, voterebbe contro un eventuale governo Berlusconi. Altrettanto farà, forse, nei confronti di Veltroni?
Risponde Casini:
Ha capito bene. Noi siamo alternativi a una destra populista schiacciata sulle posizioni della Lega e che candida Ciarrapico e la Mussolini, così come siamo alternativi a una sinistra che ci è storicamente avversaria e che ha dimostrato negli ultimi due anni di aver fallito nel governo del Paese.
Onorevole Casini, complimenti per la scelta coraggiosa di andare da soli alle elezioni, ma certo, con la Rai vicina al governo e Mediaset schierata con Berlusconi, lei è stato sacrificato. Dica la verità, lo rifarebbe?
Risponde Casini:
Il problema dell’informazione è un problema serio. C’è stata una polarizzazione eccessiva nei programmi televisivi, ma credo che alla fine valgano di più i contenuti. Noi ci siamo trovati dalla sera alla mattina di fronte all’annuncio in tv, da una piazza e dal predellino di un’automobile, della nascita di un partito unico senza programma, senza preparazione, senza averci consultato. Avremmo dovuto rinunciare al nostro simbolo, alla nostra identità, ai nostri valori. Abbiamo deciso che né noi, né le idee in cui crediamo sono in vendita. Rifarei questa scelta, non ce n’era un’altra possibile, e confido che gli italiani la apprezzino. Nonostante gli squilibri dell’informazione politica.
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