“Il nostro ateneo guarda all’estero e al futuro”

All'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008 il rettore dell'Insubria Renzo Dionigi traccia il bilancio dei primi dieci anni di vita dell'ateneo. A Giovanni Valcavi è stata consegnata la Rosa Commacina

Dieci anni alle spalle, tanti traguardi raggiunti e voglia di mettersi in gioco. L’anno accademico dell’Università dell’Insubria si è aperto con una cerimonia semplice e sentita. Una doppia cerimonia in realtà, perchè oltre al nuovo anno l’ateneo varesino ha ufficialmente inaugurato anche il Padiglione Morselli, la struttura completamente ristrutturata che ospita oggi le facoltà di medicina e chirurgia e di scienze di Varese. «Eravamo del parere di evitare questa celebrazione in considerazione delle molte iniziative che ci attendono nei prossimi mesi in occasione del nostro decennale – ha spiegato il rettore dell’Insubria Renzo Dionigi -. L’inaugurazione di questo edificio ci ha però portato a ritrovarci per presentare alcune osservazioni e riflessioni su questi nostri primi deici anni di vita».

Qualche ricordo dei primi tempi compare nelle relazioni, qualcuno parla dell’inizio delle prime difficoltà. Ostacoli che oggi sono ormai superati perchè l’ateneo ha gli occhi puntati sul futuro: «Siamo ormai entrati nella comunità scientifica internazionale e rappresentiamo una delle realtà più nuove, attive e originali – ha aggiunto il rettore -. Ma il contesto nel quale ci troviamo a operare è di grande complessità: all’affermazione della centralità del ruolo della scienza e dell’educazione nella società corrisponde purtroppo, la continua riduzione delle risorse materiali e anche la scarsa considerazione di quanto la comunità scientifica produce».

A dare forza all’università varesina ci pensano però i dati: gli iscritti all’anno accademico 2007/2008 sono 10.108 con un aumento del 2,5 per cento rispetto a dodici mesi fa e l’offerta fomrativa comprende 44 corsi di studio – contro i 14 dell’anno 1998/1999 – attivati nelle cinque facoltà nelle sedi di Como, Varese, Busto Arsizio e Saronno (27 sono di laurea di primo livello, 14 di secondo livello, 2 di laurea specialistica a ciclio unico e un corso di laurea magistrale in giurisrudenza). Il 2007 inoltre ha visto le risorse finanziarie complessive salire a oltre 82 milioni di euro con un aumento di oltre cinque milioni rispetto allo scorso anno.
«La nostra università – ha concluso il rettore – ha recepito le ultime novità legislative in materia di ordinamenti didattici con una serie di attività di informazionie e di approfondimento. Il decreto 270 di riforma universitaria comporta però, per il nostro ateneo, alcune difficoltà, comuni a molti altri atenei delle stesse dimensioni o di recente costituzione, che devono essere superate nel modo più razionale possibile. Nel corso del 2007 si è costituita una commissione che ha redatto un documento "Linee guida" che delinea gli obiettivi generali e le fasi essenziali del processo di adeguamento alla nuova legge».

La cerimonia è proseguita con l’intervento di Giorgio Conetti, Rettore Vicario dell’università, di Antonio Banfi, rappresentante delgli studenti e di Barbara Arcari, rappresentante del personale tecnico amministrativo e con il conferimento al varesino Giovanni Valcavi della Rosa Commacina, la più alta onorificienza dell’ateneo varesino. La conclusione della giornata è stata poi affidata a Mario Tavani, ordinario di medicina legale della facoltà di medicina e chirurgia, che con una prolusione dal titolo "Scienza e Junk Science in tribunale" ha condotto i presenti in un viaggio virtuale tra le ultime scoperte in materie di medicina forense.

Il testo completo della relazione del rettore

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Pubblicato il 29 Aprile 2008
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