La corsa per il parlamento è passata da qui

Molti i big nazionali che hanno animato questa campagna elttorake: ecco cosa è successo

Per noi era iniziata bene, con le primarie on line, un gioco al quale hanno partecipato migliaia di elettori, per decidere chi i partiti dovessero candidare. Ma poi, i partiti, hanno fatto tutto da soli e la campagna elettorale è iniziata sul serio.

Walter Veltroni si è affidato a un incontro galeotto, al bar, con George Clooney, ha fatto il giro di 110 province in pulmann, e non ha mai nominato Berlusconi, definendolo sempre “il principale esponente della parte avversa”. Silvio Berlusconi è andato spesso tv, ha paventato una cordata per Alitalia, ha parlato di sacrifici, e alla fine ha fatto annusare le sue mani a Vespa dicendo «sono in odore di santità».
E’ stata una campagna elettorale magari un po’ diversa dal solito, ma non per questo si può dire che abbia appassionato gli italiani, stanchi per il ritorno repentino alle urne e per una generale sfiducia nel futuro del Paese. Nonostante questo, i temi ci sono stati, e chi sostiene Veltroni ha invece una percezione più gioiosa di questo mese politico. Berlusconi è stato forse meno scoppiettante, ma si considera in grande vantaggio.

Visto da Varese – il purgatorio della sinistra – la campagna ha avuto qualche novità rispetto al solito. Innanzitutto, l’arrivo di Veltroni il 14 marzo. Un successo per il Pd:  3mila persone a un comizio è da record e la folla in piazza ha destato impressione anche fuori dai confini provinciali. Il tutto esaurito è stato replicato a Gallarate qualche giorno fa con Piero Fassino e i candidati alle politiche, a cominciare dall’onorevole Daniele Marantelli, il senatore Paolo Rossi e via via tutti gli altri. Ma anche altri big del Pd sono passati sotto le prealpi, come il vicesegretario nazionale Dario Franceschini, e la senatrice Paola Binetti (spostata alla camera).

La Lega Nord ha fatto una campagna incentrata su Malpensa, e il classico tema del fedaralismo fiscale che il carroccio vorrebbe far approvare dal prossimo parlamento. Umberto Bossi ha chiuso la campagna con un affollato comizio a Varese, in piazza Podestà, con, tra gli altri, Roberto Maroni e Giorgetti, mentre Calderoli e Marco Reguzzoni hanno sfilato a Gallarate per la difesa di Malpensa.  In casa Pdl, è stato forte l’impegno dei candidato Marco Airaghi, ma i leader nazionale si sono visti poco. Si è visto due volte Ignazio La Russa, molto legato a Varese, e una manifestazion nel capoluogo in piazza repubblica con i leader lombardi è stata organizzata con il comizio finale di Roberto Formigoni, sceso anche dal palco per fare festa con i giovani di Cl.

L’Udc ha fatto una campagna elettorale che è entrata nel vivo negli ultimi giorni. La scelta di Casini di correre da solo ha richiamato un bagno di folla per lui, alle Ville Ponti, con i big locali Graziano Maffioli, Christian Campiotti e Stefano Calegari, in prima fila a sostenere la battaglia del leader. Non solo: Savino Pezzotta è passato da Gallarate per un incontro disertato dal pubblico ma dai contenuti forti.   
L’Italia dei valori, ha visto Antonio Di Pietro passare da queste parti in occasione dell’inaugurazione della Boffalora Malpensa, anche se in veste di ministro.

Molta politica locale, invece, per la Sinistra Arcobaleno, che ha portato la senatrice Pellegatta su molte piazze, e poi a Varese l’onorevole Pagliarini e l’onorevole Gloria Buffo. Sempre al centro, il tema del lavoro e dei precari, toccato dal ministro Paolo Ferrero, in visita a Malpensa a inizio campagna elettorale.  E poi Storace, per La Destra. E Ferrara.

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Pubblicato il 12 Aprile 2008
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