Van de Sfroos: “Al Forum una festa per undicimila”

Tutto esaurito per il concerto di Assago (sabato, ore 21). Davide: "Proveremo a cantare, ma saremo sommersi dal pubblico. Sul palco e in tribuna i personaggi delle mie canzoni"

Undicimila persone sotto al palco in attesa di Davide Van de Sfroos. Non è un’ipotesi azzardata dagli organizzatori del concerto di sabato 19 al DatchForum, ma la realtà consegnata dalle prevendite: il grande impianto milanese sarà tutto esaurito per accogliere il cantautore laghée (foto a lato: G. Cottini), che ha fatto ancora una volta centro con il suo ultimo album, "Pica!". Tra l’altro sul palco del concerto (organizzato anche dalla società varesina Consel) ci sarà anche Davide Brambilla, il fisarmonicista storico di Van de Sfroos, gradito ospite soprattutto per i fans di antica data.
Insomma, un successo prima ancora di entrare in scena, che fa riflettere lo stesso artista, piacevolmente sorpreso da un sold out che non ha precedenti per un cantante dialettale.
«Davvero non mi aspettavo una simile risposta. Pensavo che fosse possibile avere 6/7.000 persone, ma il tutto esaurito proprio no».

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Lei in passato ha già cantato davanti a pubblici "oceanici", come alla Notte della Taranta o alle Notti Bianche. Che differenza c’è questa volta?
«In quelle occasioni – a Melpignano c’erano 80mila persone – la gente non era lì tutta per ascoltare me, e non aveva un biglietto in mano. Al Forum invece ci sarà lo stesso pubblico che ha raccolto la mia sfida, che ha comprato il disco, che mi segue da tempo. Sarà una festa, dove la nostra musica rappresenterà la torta, ma avrà la stessa importanza degli invitati. Di quegli undicimila cioé che prenderanno parte al concerto».

Cosa si aspetta dunque dalla sera di sabato?
«Mi aspetto che noi, sul palco, proveremo a cantare e suonare, ma alla fine il grosso dello spettacolo lo farà il pubblico. Già quando sono in tremila, i fans sommergono la mia voce: figuriamoci cosa possono a Milano, così numerosi e "caldi"».

Quello del Forum non è un palco come gli altri: da lì sono passati e passeranno tutti i big italiani e internazionali. Ci ha pensato?
«Beh, sedersi dove si siede il papa non vuol dire essere il papa, ricordiamocelo sempre. Però è innegabile che ciò mi faccia un bell’effetto, soprattutto perché io sono un cantante dialettale. (Foto: O. Mastrillo)Torniamo a quello che dicevo prima: la mia è una sfida raccolta e condivisa da tanta gente, persone che ci tengono partecipare e che vogliono rappresentare qualcosa di importante».

Veniamo all’album, "Pica!". Un lavoro in cui, più che altre volte, lei ha narrato storie di persone che l’hanno affascinata. Sono tutte reali, o qualcuna è romanzata?
«Molte sono reali, quasi tutte, e vi dirò di più. Il Cimino salirà con me sul palco, l’Alain Delon de Lénn sarà in tribuna così come i tre figli del Costruttore di motoscafi, ovvero Guido Abbate. È vero, questa volta ho voluto mettere l’accento su una serie di figure che ritengo molto interessanti, a partire dai minatori valtellinesi cui ho dedicato il titolo del disco».

Una canzone di "Pica!" non parla dell’acqua dei laghi, ma di quella che inondò New Orleans. La città che lei visitò dopo il disastro e che le ha lasciato un segno indelebile.
«Proprio così: a New Orleans sono andato come in un pellegrinaggio perché lì si sono materializzati tutti gli angeli e i fantasmi della musica e si sono uniti a quelli che hanno vissuto l’esperienza terribile dell’uragano. Io ho voluto raccontare una storia che di sicuro è accaduta, che sta piacendo molto e che, a mio parere, può essere accostata a certi avvenimenti successi anche da noi. La Val Stava, il Vajont: luoghi da cui le persone sono state costrette a scappare, per poi ritornare».
 

Dopo l’uscita del disco ha ricevuto proposte di collaborazioni con altri artisti su scala nazionale? E dopo Milano, dove la vedremo?
«Ho ricevuto un invito da Carmen Consoli che mi ha fatto suonare a un festival in Sicilia (Etna Music World ndr), con cantanti folk provenienti da diverse parti d’Italia. C’erano Joe dei La Crus, Raiz degli Alma Megretta, Alfio Antico e altri ancora. Dopo il Forum comunque inizieremo a pensare al tour estivo di cui però non so ancora anticipare date e modalità. Idem per l’autunno, per il quale stiamo pensando a una serie di tappe in alcuni importanti teatri italiani. Prima però, lasciatemi pensare a sabato: ho undicimila fans da non tradire».

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Pubblicato il 18 Aprile 2008
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