Via libera a Sky City, ma con meno case
Disco verde dalla Regione, che apprezza la scelta di evitare la grande distribuzione, ma chiede di ridurre della metà la superficie destinata ad abitazioni
Via libera alla variante 336, ma con modifiche significative: la Regione Lombardia approva il progetto Sky City, ma chiede una consistente riduzione dei volumi di edifici con funzione residenziale. "Estranea agli obiettivi del piano d’area di Malpensa", secondo l’assessorato al territorio e all’urbanistica retto dal leghista Davide Boni.
L’approvazione della variante – concepita a inizio anni Novanta, riplasmata dalla giunta Mucci come "Business Park" e ribattezzata di recente "Sky City" – riconosce due punti di forza e di qualità dell’intervento: da un lato la scelta di evitare l’insediamento di centri commerciali e outlet, previsti invece dall’originario progetto pre-tangentopoli; dall’altro la tutela del verde nella zona a sud della superstrada, confinante con l’abitato di Verghera, dove non sono previste allo stato attuale nuove edificazioni. Significativa però la correzione indicata dalla Regione sulla funzione residenziale: la volumetria concessa alle strutture abitative dovrà essere ridotta di ben 30.000 metri quadri, vale a dire il 50% di quanto previsto dalla variante redatta dall’assessorato retto da Massimo Bossi. Una riduzione incisiva, se si considera che il residenziale era la funzione prevista per un terzo delle superfici destinate ad essere edificate.
La correzione di rotta lascia comunque soddisfatta sindaco e giunta gallaratese, che hanno vista confermata la validità del progetto, anche se ormai orientato prevalentemente al terziario e alla funzione direzionale. Ma l’approvazione viene incontro anche – almeno in parte – alle richieste dei critici dell’operazione, vale a dire le associazioni ambientaliste e sociali, la Lega Nord, il PD e Rifondazione Comunista. Che per mesi avevano indicato nell’ulteriore, consistente edificazione a scopo abitativo una delle maggiori criticità del progetto. Il "taglio" del residenziale, però, non soddisfa compiutamente e la Lega – per bocca del consigliere Matteo Ciampoli – chiede di azzerare il progetto e di ripensarlo su nuove basi e contemporaneamente chiede le dimissioni dell’assessore Massimo Bossi.
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