CFP, precari in rivolta
Contratti brevi, rapporti tesi con la direzione e futuro a rischio: il personale dell’Agenzia formativa provinciale vuole certezze. E annuncia azioni di protesta
Insegnare ad impastare il pane senza avere la farina oppure ricevere, ad agosto e via e-mail, la proposta di rinnovo della collaborazione e perdere il posto perché, durante le ferie, la posta elettronica non si riesce neanche a guardarla. E’ successo agli insegnanti e al personale amministrativo e ausiliario non dipendente dell’agenzia formativa della Provincia di Varese, meglio conosciuta come Centro di Formazione professionale. E proprio i precari del CFP si sono riuniti questa mattina presso la sede CISL di via Bernardino Luini per denunciare condizioni di lavoro problematiche e uno stato organizzativo di incertezza che perdura ormai da tempo e che è peggiorato con il cambio di direzione avvenuto a fine anno scolastico 2006/2007.
«Il CFP si avvale di 95 unità di lavoro assunte con contratto a tempo indeterminato e di circa 150 persone che da anni hanno un contratto annuale di collaborazione che parte a settembre e scade a giugno – ha spiegato Diego Averna, segretario generale Clacs Cisl – Questo personale assicura il 70% delle ore di formazione e, da parte dell’agenzia, ci si aspetterebbe una politica del personale che valorizzi il loro ruolo che risulta essere determinante per il buon svolgimento dei corsi».
Cosa chiedono dunque i lavoratori?
«Le nuove normative regionali impongono che le agenzie formative, per accreditarsi, debbano stipulare contratti a tempo determinato almeno triennali. L’accreditamento deve avvenire per legge entro il 15 giugno. Entro questa data chiediamo che si ponga fine alla situazione di incertezza: prima che si chiuda l’anno scolastico va garantita la continuità didattica per i corsi per studenti in obbligo di istruzione. I contratti di collaborazione 2008/2009 vanno sistemati non solo in merito alla durata, ma anche a livello di stesura e va assicurata la regolarità mensile dei pagamenti. Inoltre è necessario assumere a tempo indeterminato il personale ausiliario o amministrativo per il quale i contratti a progetto non sono praticabili. Infine è necessario aprire un confronto sul futuro dell’agenzia formativa affinché favorisca veramente lo sviluppo economico del tessuto produttivo e dei servizi della provincia di Varese». Sviluppo che può avvenire soltanto continuando ad offrire corsi di specializzazione tra cui quelli per apprendisti, ASA, artigiani, per adulti e a catalogo, corsi che, come spiegano Ivano Pozzi e gli altri docenti «nell’ultimo anno non sono stati attivati, ma in realtà rappresentano una voce di entrata per l’agenzia e permettono al personale di ricevere lo stipendio anche durante i mesi estivi».
Accanto ai precari, anche i lavoratori dipendenti che hanno appoggiato i colleghi perché, come ha spiegato in loro rappresentanza Fulvia Ghisalfi, «è molto grave quello che è successo alla formazione professionale in questi anni: occorre valutare l’importanza di un’offerta formativa il cui bacino di utenza cresce di anno in anno e le difficoltà sempre maggiori in cui lavoriamo».
Nei prossimi giorni il sindacato chiederà di nuovo un incontro con la direzione dell’agenzia e con i vertici della Provincia. «Siamo decisi ad andare fino in fondo – ha concluso Averna – Se il confronto non sarà costruttivo prenderemo contatti con i genitori e metteremo in atto altre forme di protesta tra cui il ritardo degli scrutini e lo sciopero».
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