Condannato il “pirata” che travolse e uccise Davide Musci
Omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza: 3 anni e 10 mesi. Rinviati a giudizio due amici. L'accusa: aizzarono il guidatore
E’ finita con una condanna pesante, 3 anni e 10 mesi con il rito abbreviato, la prima parte del processo per la morte di Davide Musci (foto), il giovane lavenese, papà di due bambini, ammazzato da un’auto pirata la notte del 19 febbario 2005. Alla guida della vettura che speronò l’auto di Musci c’era un giovane che guidava ubriaco, Dario Sinuelli, all’epoca ventenne; vicino a un passaggio a livello non diede la precedenza e colpì su un fianco la Fiat Panda su cui viaggiavano la vittima e un amico (che riportò diverse fratture). L’urto fu terribile, l’auto colpita si ribaltò, il ragazzo rimase schiacciato e morì. Sinuelli è stato giudicato oggi (martedì 6 maggio) dal gup Elena Ceriotti. Accolte buona parte delle richieste pm, Massimo Politi: condanna per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza, e revoca della patente per tutta la durata della pena; è stato invece assolto dall’accusa di aver assunto sostanze stupefacenti.
Ma la decisione del giudice risulta particolarmente dura, in relazione alla posizione dei due ragazzi che erano quella notte in macchina con Sinuelli, Davide Fadi e Geffery Hobenboom, all’epoca poco più che ventenni. I due non erano materialmente al volante, ma il giudice ha deciso lo stesso di rinviarli a giudizio per concorso in omicidio colposo. In sostanza, l’ipotesi accusatoria, sostenuta dalla procura, è che il comportamento di tutti e tre i ragazzi, fin dal tardo pomeriggio, abbia concorso al verificarsi dell’incidente che portò alla morte del ragazzo.
Sulla decisione potrebbero aver pesato le testimonianze eloquenti di alcuni baristi che quella notte videro i tre ragazzi bere in alcuni locali di Laveno. Ricostruzione a cui la difesa di Sinuelli aveva ribattutto portando i risultati di una perizia che dava come scientificamente non dimostrabile il tasso etilico fuori norma rilevato quella sera al guidatore. Tutti elementi che torneranno in gioco al processo ai due "passeggeri".
La morte di Davide Musci suscitò molta emozione in provincia; il giovane era legato a diverse associazioni sociali del territorio e al suo funerale una lunga marcia attraversò Laveno.
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