“I ragazzi cambiano, la scuola deve ascoltarli”
Parla Michele Puglisi direttore del Centro per la ricerca educativo didattica e l’aggiornamento della Liuc
Una sperimentazione. Così Michele Puglisi definisce il seminario
di studio organizzato martedì 6 maggio all’Università
Carlo Cattaneo. Pugliesi, oltre che responsabile del centro linguistico
dell’ateneo castellanzese, è infatti il direttore di Cared (Centro
d’ateneo per la ricerca educativo didattica e
l’aggiornamento). «È nato nel 1997 – ci spiega – ed uno dei circa dieci
centri che in Liuc si occupano di ricerca. È nato con lo scopo di coordinare e
promuovere la collaborazione dell’ateneo
con il sistema scolastico». E la “data di nascita” non è certo casuale. Cared
infatti inizia la sua attività in un periodo in cui le scuole attraversano una
fase di cambiamento, con l’autonomia scolastica e la trasformazione dei e delle
presidi in dirigenti scolastici. Da sempre Pugliesi e il centro collaborano sia
con le singole scuole, che con l’Ufficio scolastico provinciale e regionale e
con il ministero dell’Istruzione. «Il capitale
relazionale in questa attività è essenziale – continua Pugliesi -. Ad
esempio fra il 2000 e il 2006 Mario
Dutto, oggi al ministero dell’istruzione, era direttore dell’ufficio scolastico
regionale e in quel periodo ha costruito forti relazioni con gli atenei
lombardi».
In pratica quindi Cared è un “contenitore”
di attività di formazione culturale e di orientamento all’interno
dell’ateneo, ma anche all’esterno. Fra il 1998 e il 2000 ha infatti realizzato
dei corsi di formazione per gli allora presidi che si trovavano ad affrontare
la “trasformazione” in dirigenti, oltre ad occuparsi di vari corsi di
formazione per i docenti. Nel 2001, sempre grazie all’intervento di Dutto e
all’allora rettore Gianfranco Rebora, la Liuc è stata il primo ateneo a firmare
un accordo di collaborazione fra
università e ufficio scolastico regionale che ha portato alla realizzazione
di vari progetti.
E il convegno di oggi è solo l’ultima delle tante iniziative, realizzata con
l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia e con la collaborazione
dell’Istituto superiore Carlo dell’Acqua di Legnano. «L’obiettivo – chiarisce
Puglisi – è quello fare il punto della situazione su formazione e ricerca come motore del sistema paese, non solo in
senso economico, ma anche civile. Un
paese non può essere ricco, senza cultura». Per questo sono stati chiamati
tre relatori d’eccezione con tre punti
di vista molto diversi: Dutto
per la scuola, Corrado Passera
(Intesa San Paolo) per l’economia e Adriano
De Maio (delegato regionale per l’Alta Formazione, Ricerca e Innovazione
della Lombardia) per la politica. Il pubblico a cui è rivolto il seminario è
altrettanto misto: scuole, enti pubblici e imprese. «Dato i tipi di relatori, questo incontro è all’insegna della
sperimentazione e speriamo che serva di stimolo – puntualizza il direttore
di Cared –. Ognuno ha un peso rilevante: spero che gli interventi facciano il
punto della situazione in modo propositivo e che ci sia un dibattito
costruttivo».
Ma come giudica Pugliesi,
che è a stretto contatto con il mondo della scuola superiore e dell’università,
gli ultimi dieci anni?. «L’autonomia scolastica
è un’opportunità di crescita – conclude –, ma sta ai dirigenti e ai docenti
coglierla, in molti l’hanno fatto. La scuola italiana ha dei punti di forza
nelle scuole elementari e superiori, ma le medie
sono l’anello debole. Fondamentale è poi la preparazione dei docenti e il rapporto con i ragazzi: la loro natura è
cambiata, ma non in meglio o peggio. Hanno ancora bisogno di modelli
affidabili che cercano anche nei professori, ma è cambiato il modo in cui lo manifestano. La scuola fa fatica in questo
e se non cambia aumenterà la separazione fra la vita vera degli studenti e
quella a scuola».
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