Il fascino intatto del menestrello
Branduardi incanta ottocento persone accorse a vederlo al teatro Apollonio nella serata di apertura del festival dell'Insubria
"La musica unisce l’anima al corpo, riuscendo a metter d’accordo spiritualità e corporalità, il diavolo e l’acqua santa. Per questo la musica è curativa e aiuta a sconfiggere le paure". Angelo Branduardi si presenta così sul palco del teatro Apollonio. Con lui ottocento persone da ogni parte della provincia e non solo. Due ore filate di concerto aperto con le musiche e le parole dedicate a San Francesco. Tutto l’album L’infinitamente piccolo che si apre con Il cantico delle creature. Nove pezzi filati prima di arrivare alla Fiera dell’est con il pubblico che si scalda e apprezza la riproposizione di canzoni che sembrano non aver tempo. Da lì il menestrello si concede con alcuni brani tra i più famosi fino a chiudere con La pulce d’acqua.
Un pubblico variopinto, dai sessantenni che lo conoscono dai primi dischi di metà anni settanta fino ai giovanissimi che sono venuti a sentirlo al teatro per la prima volta. Un pubblico soddisfatto, a tratti entusiasta che chiede a gran voce dei bis.
Branduardi rientra sul palco da solo, dopo esser accompagnato da un’ottima bend per tutto il concerto, e canta in acustica con la sola chitarra La luna e Stella mattutina. Applausi a scena aperta per una serata che ha incantato ottocento persone.
Un avvio in grande stile per la seconda edizione del Festival Insubria Terra d’Europa. Una rassegna che prevede momenti di vario genere e che si concluderà il primo giugno.
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