Malpensa: per la Camera di Commercio sono 6 mila i posti a rischio
L’elaborazione del Comitato che riunisce le Camere di Commercio di Milano, Novara e Varese. La richiesta al nuovo Governo di valutare bene ogni mossa
In attesa del nuovo Governo e in un momento cruciale per la definizioni delle scelte strategiche sul futuro dello scalo, il Comitato Malpensa che, nel nome dello sviluppo dell’hub del Nord, riunisce le Camere di Commercio delle province di Novara, Milano e Varese, evidenzia il rischio occupazionale tuttora presente: «Si stima che i posti a rischio siano in linea diretta circa 6mila, molti di più considerando l’intera “area vasta” di Milano, Novara e Varese con l’occupazione attualmente indotta dalla presenza di quello che è il più importante aeroporto dell’Europa centro-meridionale – ricorda Gianfredo Comazzi, presidente dello stesso Comitato Malpensa -. Chiediamo allora al nuovo Governo di valutare attentamente ogni mossa alla luce anche dei dati occupazionali indicati. I nostri territori, che sono una ricchezza del Paese, dovranno ricevere la “giusta” attenzione dall’esecutivo che si formerà nei prossimi giorni».
All’interno di questa situazione con tutti i suoi elementi di rischio, i problemi più urgenti toccano il sedime aeroportuale: «Come Camera di Commercio di Varese – interviene il presidente Bruno Amoroso – abbiamo messo in campo tutto il nostro patrimonio di conoscenze, statistiche ed economiche, per mettere meglio a fuoco un fenomeno estremamente preoccupante».
Attraverso la sua banca dati Smail, che fornisce informazioni sul lavoro precise e tempestive, l’ente camerale varesino è stato così in grado di fornire dati precisi sulla dimensione dell’impatto occupazionale partendo dallo scalo con i suoi quasi 11mila lavoratori per poi allargarsi ad altre aree territoriali secondo cerchi concentrici. «L’analisi dice che nei soli 13 Comuni dell’area Malpensa appartenenti alla provincia di Varese – conclude Amoroso – lavorano 77mila persone, oltre a quelle dello scalo. Di queste, sono 11mila quelle occupate in settori direttamente legati all’attività aeroportuali come gli alberghi, il mondo dei trasporti e la logistica».
Intanto l’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Varese segnala 2.499 esuberi accertati nelle aziende collegate all’attività dello scalo nelle ultime settimane.
Dati importanti, dunque, che diventano ancor più significativi allargando lo sguardo ai Comuni piemontesi appena al di là del Ticino: «Ci sono molti lavoratori nell’area novarese che fanno capo, in modo diretto o indiretto, all’aeroporto di Malpensa – riprende Comazzi, questa volta nella sua qualità di presidente della Camera di Commercio di Novara –. Dobbiamo guardare con attenzione anche al loro futuro». Preoccupazioni che sono anche di Carlo Sangalli: «Raggiungere in tempi brevi una soluzione per Malpensa – dichiara il presidente della Camera di Commercio di Milano – che tuteli le esigenze del sistema imprenditoriale e nel contempo salvaguardi i lavoratori i cui destini sono legati alle scelte che si stanno compiendo in questi giorni. Questa l’esigenza di un territorio con una economia dinamica, internazionale e competitiva come quello milanese».
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