A Villa Cagnola per ascoltare la grande musica
Sabato 5 luglio terzo appuntamento di Musica in Villa con la presenza dell’Ensemble NuovoContrappunto
"Musica e magia" è il titolo del terzo appuntamento di Musica in Villa, previsto per sabato 5 luglio alle ore 21, che vedrà la presenza dell’Ensemble NuovoContrappunto, formazione costituitasi per spontanea generazione dal Laboratorio di Musica Contemporanea della Scuola di Musica di Fiesole da un‘idea del flautista e direttore Mario Ancillotti. Il NuovoContrappunto suona per le maggiori istituzioni musicali italiane fra cui Società del Quartetto di Milano, Unione Musicale a Torino, Musica Insieme a Bologna, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Massimo, Festival Lucca in Musica, Convegno Internazionale Dallapiccola a Firenze, Amici della Musica di Perugia, Bologna Festival, Torino Settembre Musica Società dei Concerti di Trieste. Nel febbraio 2007 è uscito il CD con "El Amor Brujo" e "El Retablo de Maese Pedro" di de Falla per la casa editoriale Amadeus con la quale è in preparazione un secondo con musiche di Debussy e Ravel. E’ stato invitato più volte in Svizzera e in Svezia. In progetto ci sono tournèe in Spagna, Usa, Messico. Direttore e creatore dell’orchestra toscana è il flautista Mario Ancillotti che si è esibito come solista in tutta Europa, Nord e Sud America, Giappone, Russia, Israele, Nord e Sud Africa. Ha collaborato con musicisti quali Accardo, Giuranna, Canino, Spivakov, con direttori come Maag, Cambreling, Soudant, Gelmetti, Penderecki, Ferro, Melles, Renzetti, con complessi come I Virtuosi di Mosca, la Munchener Kammerorcherster, con compositori come Berio, Penderecki, Petrassi, Henze, Donatoni, Sciarrino, Guarnieri. Attualmente insegna ai Corsi Speciali di Perfezionamento della Scuola di Musica di Fiesole, alla Hochschule a Lugano e tiene corsi estivi in varie parti del mondo. Recentemente si dedica anche alla direzione comparendo con l’Orchestra Regionale del Lazio, l’Orchestra Sinfonica di San Remo, la Filarmonica Marchigiana e con l’Ensemble Nuovo Contrappunto, che si dedica prevalentemente alla musica del 900 e contemporanea. La serata è imperniata su tre capolavori della musica ispirati al mondo delle fiabe e della magia: Ma Mère l’Oye di Ravel, l’Apprenti Sorcier di Dukas e El Amor Brujo di De Falla, quest’ultima opera interpretata dalla cantahora Charo Martin e da due autentici mostri sacri della danza spagnola, il bailaor Rodrigo Alonso e la bailaora Maria Rosaria Mottola. Originariamente concepita per pianoforte a quattro mani Ma mère l’oye venne trascritta da Ravel per orchestra ed eseguita nel 1912 in forma di balletto. Questa suite si ispira a un mondo fiabesco: dunque massima semplicitàdi mezzi e di espressione, trasparenza della strumentazione che è ridotta all’essenziale: un piccolo capolavoro in musica con commovente grazia ed eleganza. La versione presentata a Villa Cagnola risponde a questa caratteristica di essenzialità grazie alla trascrizione di Ancillotti per 11 strumenti.
Seconda opera in programma è L’apprendista stregone di Dukas del 1897,composizione in cui viene descritta la trama della celebre ballata omonima di Wolfgang Goethe. Il poema sinfonico si avvale delle movenze dello scherzo, in tempo composto (3/8) estremamente rapido, e delle armonie create a partire dalla scala esatonale per suggerire un clima tenebroso e misterioso. Un primo leitmotiv caratterizzante lo stregone aleggia periodicamente per tutto il brano. Un secondo tema, che allude all’apprendista stregone, è introdotto gradualmente e solo intorno alla metà della partitura, enunciato dal fagotto come un tema di fuga, esprime un andamento di goffa baldanza che lo rende riconoscibile in tutto il resto del brano. Nell’episodio più famoso del film d’animazione Fantasia, prodotto da Walt Disney nel (1940), la musica di Dukas era illustrata dalla storia di Goethe: l’apprendista stregone era "interpretato" da Topolino. La seconda parte della serata prevede l’esecuzione dell’Amor Brujo di De Falla, "gitaneria in un atto e due quadri" scritta appositamente per Pastora Imperio, la più famosa "cantaora" di flamenco dell’epoca. Soltanto un anno dopo De Falla riorchestrerà l’opera, dandole una diversa e più consistente distribuzione degli strumenti, soppresse la voce , e ne fece una suite orchestrale. Infine nel 1922 ne fece il famoso balletto che tutti oggi conoscono e apprezzano . Nella versione del 1915, non disponendo in teatro della fossa d’orchestra, il compositore utilizzò un organico ridottissimo (15 strumenti). Per contro, a riguardo della versione successiva, fece notare che "l’aumento del numero degli strumenti non deve modificare per niente il carattere della prima versione, quanto a particolarità di colore e alla sua evocazione di strumenti arabo-ispanici primitivi".Ciò ci rende noto che la prima versione non fu affatto ritenuta superata dalle successive, ma che anzi, in essa si potrà scoprire meglio attraverso le sue finezze cromatiche e cameristiche la suggestione di questa partitura così particolare. La scelta di una "cantaora" al posto di una voce più normalmente impostata, ci suggerisce quanto importante fosse anche per De Falla la ricerca delle proprie tradizioni nazionali popolari
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