Canoni case popolari, la legge va modificata
La maggioranza accoglie con un ordine del giorno la richiesta dell'opposizione. Rigettata invece la sospensione degli aumenti. Tosi e Adamoli(PD):«elementi positivi ma il centrodestra è incoerente»
Durante il Consiglio regionale straordinario sulla Casa, convocato su raccolta firme del PD, è stato approvato un ordine del giorno firmato dai capigruppo della maggioranza che ammette la necessità di modificare la legge di riordino dei canoni dell’edilizia residenziale pubblica. Positivo il commento del PD, che però lamenta l’incoerenza della maggioranza, che non ha accolto la proposta di bloccare gli effetti della legge, sospendendo gli aumenti.
Le ragioni del PD sono illustrate dai consiglieri regionali del Pd e Stefano Tosi (foto sopra) e Giuseppe Adamoli (foto sotto): «La nostra richiesta era quella di rivedere la legge regionale e nel frattempo di sospenderne gli effetti, e quindi abbiamo ottenuto una prima
vittoria, pur se parziale. La maggioranza e lo stesso assessore hanno dichiarato che porteranno in commissione proposte di modifica alla legge sia sui canoni, che anche l’osservatorio regionale ha rilevato essere aumentati più di quanto previsto, sia sul meccanismo della decadenza dall’assegnazione, che così com’è rischia di espellere dalle case popolari chi va in pensione, per il fatto che ottiene la liquidazione, o chi eredita da un parente defunto un bene immobile magari a mille chilometri di distanza, di cui non potrà di fatto beneficiare. Purtroppo la maggioranza è incoerente e se da un lato ammette che la legge va cambiata dall’altra non accetta di congelare i canoni, confermando gli aumenti già in vigore».
«Molto positivo è anche l’impegno dell’assessore, su nostra proposta – aggiungono – a stabilire che i risparmi che deriveranno dal mancato pagamento dell’ICI, vista l’abolizione, saranno impiegati per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la manutenzione degli ascensori e per i contributi di solidarietà. Positivo, inoltre, che abbiano accettato la proposta di approvare un testo unico per innovare la politica abitativa e per farne un disegno complessivo a beneficio del ceto medio e delle famiglie».
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