Il decreto sicurezza approvato in Senato

A Palazzo Madama passa il decreto che inasprisce le pene per i clandestini, legittima l'uso delle forze armate in strada. Passa anche l'emendamento blocca processi

Incassato il si del Senato, il decreto sicurezza passa ora alla Camera dove deve terminare il suo iter entro il 25 luglio.
Con 166 voti favorevoli, 123 contrari e un astenuto, i senatori hanno approvato l’uso dell’esercito nelle città per garantire la sicurezza;l’articolo 416-bis anche per le mafie straniere; l’aggravante della clandestinità per gli immigrati non in regola che commettono reati oltre alla sospensione dei processi per i reati meno gravi commessi fino al 30 giugno 2002.

In particolare, in base al decreto, il ministro dell’Interno, di concerto con quello della Difesa e sentito il presidente del Consiglio, potrà ricorrere in caso di emergenze particolari all’uso delle forze armate fino a 3.000 unità e per non più di sei mesi.
L’aggravante della clandestinità prevede che le pene comminate siano inasprite di un terzo se chi delinque è presente in Italia senza permesso.
Rimanendo nel campo degli stranieri, verrà comminata la reclusione da sei mesi a tre anni e la confisca della casa a chi dà alloggio, «al fine di trarre ingiusto profitto», a immigrati clandestini.  Vengono inasprite le pene per chi dà lavoro a stranieri senza permesso di soggiorno.
Si ampliano i casi di espulsione su ordine del giudice per gli stranieri condannati: rientreranno anche i casi di condanne a due anni, contro i dieci di prima.

Modifiche al codice penale sono, inoltre, introdotte con la previsione di una pena da 3 a 10 anni di reclusione per l’automobilista ubriaco o drogato che causa incidenti mortali, con revoca della patente e confisca del veicolo e con l’aggravante dell’ergastolo in caso di omicidio di un ufficiale di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria.
Nei processi per questioni di lavoro, i tribunali dovranno dare «priorità assoluta» nella formazione dei ruoli d’udienza ai reati commessi in violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Approvato, infine, il contestatissimo emendamento "blocca processi": vengono sospesi, infatti,  per un anno tutti i processi per reati puniti fino a dieci anni di reclusione, che siano stati commessi fino al 30 giugno 2002, quando lo stato del processo sia tra l’udienza preliminare e il dibattimento di primo grado. L’opposizione ha definito la norma «salva-premier» in quanto viene sospeso anche il processo Mills, nel quale è imputato Silvio Berlusconi. Sono esclusi dallo ‘stop’ i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro i minori, di criminalità organizzata e quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

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Pubblicato il 24 Giugno 2008
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