Rizzi: “La Regione è il mio sogno, ma non è il momento”

Il senatore del Carroccio commenta le dimissioni di consiglieri e assessori regionali eletti in Parlamento: "Resto senatore e sindaco di Besozzo"

«Un approdo in consiglio regionale? Anche subito, ma non posso per una serie di motivi». Così Fabio Rizzi, senatore della Lega Nord, commenta le comunicazioni del presidente del consiglio regionale della Lombardia Ettore Adalberto Albertoni che questa mattina, 24 giugno, ha aperto il consiglio regionale elencando le dimissioni dei consiglieri e assessori eletti al Parlamento: il senatore Giancarlo Serafini e i deputati Luciano Pizzetti, Viviana Beccalossi, Massimo Corsaro, Giancarlo Abelli. Al posto di Serafini ci dovrebbe essere proprio Fabio Rizzi, sindaco di Besozzo e neo eletto a Palazzo Madama nelle fila del Carroccio. Una storia già vista e ampiamente documentata lo scorso febbraio, quando in seguito alla forzata rinuncia per questioni giudiziarie del forzista Massimo Guarischi il posto rimase vacante per alcune settimane, fino alla rinuncia di Rizzi che preferì restare primo cittadino di Besozzo piuttosto che prendere posto al Pirellone.  

Anche questa volta Rizzi rinuncerà al seggio in consiglio regionale, non senza qualche rimpianto però: «Non ho mai nascosto che il mio sogno è quello di sedere prima o poi in quell’aula – spiega il senatore leghista -. Non che a palazzo Madama si stia male, anzi: sono orgoglioso di ricoprire questa carica. Ma il consiglio regionale è la mia meta prediletta, lì penso che potrei dare il meglio in materie sensibili come la sanità, prerogativa della Regione. Non è il momento e dovrò rinunciare». Alla base della decisione di Rizzi due ordini di motivazioni: «Per prima cosa la carica di senatore è compatibile con quella di sindaco, mentre quella di consigliere regionale no: io voglio restare sindaco fino al termine del mandato e non vi rinuncio – spiega Rizzi -. In secondo luogo rinunciando subito al seggio in Regione al mio posto subentrerebbe Domenico Uslenghi, cosa che non possiamo certo permettere». Uslenghi infatti è una sorta di “bestia nera” per il Carroccio: già due volte sindaco di Cassano Magnago, comune natale del leader leghista Umberto Bossi, fu candidato alle regionali per la Lega Nord nel 2005 e venne poi espulso dal partito poco prima delle elezioni comunali del 2007, quando si candidò contro il sindaco uscente Aldo Morniroli, trascinandolo fino al ballottaggio, poi vinto dalla coalizione di centro destra con Morniroli confermato primo cittadino. Uslenghi lo scorso inverno si era detto pronto ad un ritorno nei ranghi pur di sedere tra i banchi del consiglio regionale, ma né Rizzi né i vertici del partito leghista sembrano voler concedere l’insperata gloria al vecchio e istrionico sindaco cassanese: «Non se ne parla nemmeno – chiude il discorso Rizzi -. Accetterò e poi darò le dimissioni in un secondo tempo, come previsto dalla legge, lasciando il mio posto ad un altro consigliere, ma non a Uslenghi».  

Per la cronaca al posto dei quattro eletti subentreranno in ruolo Fortunato Pedrazzi (Uniti nell’Ulivo Cremona), il bresciano Vanni Ligasacchi (AN-Pdl), il pavese Francesco Fiori (Forza Italia-Pdl) e Giovanni Bordoni (Forza Italia-Pdl, Sondrio).

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Pubblicato il 24 Giugno 2008
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