Trofeo Città di Gallarate, il vincitore sarà anche campione lombardo
La trentesima edizione coincide quest'anno con la prova unica valevole per il titolo regionale. Ottanta chilometri da percorrere, tra la città e la collina di Crenna
Presentazione in grande stile per il Trofeo Città di Gallarate, alla presenza dei vertici dello sport varesino e del ciclismo lombardo. Il perché è presto detto: oltre a festeggiare la trentesima edizione, la gara ciclistica riservata agli allievi è stata indicata quest’anno come prova unica del Campionato Regionale di categoria. Una competizione nata dall’impegno del Veloclub Sommese nel 1979 e ancor oggi sostenuta dall’impegno dei soci e volontari sommesi guidati dall’inarrestabile Silvio Pezzotta, coadiuvato da Maura Macchi e Andrea Leoni come direttori d’organizzazione della prova.
Questa trentesima edizione – in programma domenica 22 giugno – è stata illustrata lunedì sera a Palazzo Borghi, alla presenza dell’Assessore allo Sport del comune di Gallarate Gianni Sparacia, del presidente del Coni provinciale Fausto Origlio, del presidente del comitato regionale della Federazione ciclistica Italiana Oreste Casati, del consigliere Luca Ferrazzi in rappresentanza del Consiglio Regionale della Regione Lombardia, che ha patrocinato l’evento insieme al Comune di Gallarate. Grande attenzione rivolta al mondo dello sport giovanile, fucina di talenti, ma prima di tutto momento di crescita per bambini e adolescenti, come ricordato da Luca Ferrazzi e da Fausto Origlio, che ha anche ringraziato il Comune di Gallarate «per l’attenzione a 360 gradi verso lo sport» e ha ricordato l’impegno di «decine e decine di volontari impegnati nell’organizzazione» di questo prestigioso appuntamento.
Ma se è vero che lo sport giovanile ha una funzione educativa, è pur vero che il sano agonismo è una componente fondamentale, nel ciclismo come in altri sport: «L’albo d’oro del Trofeo – ha ricordato il presidente regionale FCI Oreste Casati – ha visto protagonisti e vincitori di valore, compresi alcuni campioni italiani. Ci auguriamo dunque che il vincitore dell’edizione di quest’anno possa essere il futuro campione italiano». Certo «il percorso è davvero nervoso e selettivo», come ha ricordato Silvio Pezzotta:
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