Alfatherm, chiesta la cassa integrazione
Incontro a Busto Arsizio presso l’Associazione degli Industriali tra la società e sindacati. Ufficializzata la richiesta a zero ore settimanali a partire dal 25 agosto fino al 2 di novembre
Si è tenuto presso l’Associazione degli Industriali a Busto Arsizio l’incontro tra i sindacati e la Società Alfatherm per affrontare la riorganizzazione complessiva dell’azienda nei prossimi mesi.
L’alfatherm ha ufficializzato la richiesta di cassa integrazione guadagni ordinaria a zero ore settimanali a partire dal 25 agosto e sino al 2 di novembre, per un totale di 10 settimane che interesserà 40 lavoratori di cui 25 operai, 13 impiegati e 2 quadri.
«Per limitare le possibili ricadute anche di carattere economico – spiegano i rasppresntanti sindacali della Filcem Dgil, Femca Cisl e Uilcem Uil – è stata concordata una rotazione tra i lavoratori interessati che dovrà tenere conto delle esigenze tecnico-produttive ed organizzative e che comunque avverrà per un massimo di due settimane in un mese. Oltre a prevedere l’anticipazione del trattamento di integrazione salariale, spettante a ciascun lavoratore coinvolto per conto dell’INPS da parte della Società, abbiamo ottenuto un importo aggiuntivo di 250 euro mensili lordi che saranno proporzionati in relazione all’effettivo periodo di durata nel mese della collocazione in Cassa Integrazione del singolo lavoratore».
C’è anche un’ipotesi d’intesa, da sottoporre a consultazione dei lavoratori nei prossimi giorni, per l’accordo quadro in tema di trasferimenti. «In questo modo – precisano i sindacati – eliminiamo la discrezionalità dell’azienda su tutti quei spostamenti necessari a limitare gli effetti negativi del processo di riorganizzazione dichiarato dall’Afatherm con il relativo impatto occupazionale». Abbiamo individuato tre criteri oggettivi per i lavoratori potenzialmente interessati alla ricollocazione in altri stabilimenti, il periodo in cui si dovrà incominciare ad operare effettivamente presso i nuovi siti nonché tutte le condizioni economiche e normative che regolamenteranno i processi di trasferimento».
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