Con il territorio un rapporto di numeri e di fiducia
L'Insubria influisce anche sull'economia locale: il professor Garofoli ne ha illustrato l'impatto. In preparazione anche il primo bilancio sociale
L’università dell’Insubria non fa muovere solo le persone ma anche l’economia. Sono 1700 i posti di lavoro che hanno a che fare con le facoltà di Varese e Como – oltre a quelli diretti, del personale di ateneo – 122 milioni di euro le risorse mobilitate ogni anno, 23 milioni di euro le tasse pagate allo Stato, 800 gli studenti che nell’ultimo anno hanno sostenuto uno stage in un’impresa del territorio. Queste cifre sono solo un’anticipazione della ricerca con cui la facoltà di economia sta calcolando l’impatto reale della presenza dell’Insubria sulle province di Varese e Como. La ricerca – presentata da Gioacchino Garofoli, professore ordinario di economia politica, durante la celebrazione per il decennale – mette insieme per la prima volta dati, indici e moltiplicatori utili a calcolare quanto è stato creato sul territorio. Un’analisi quantitativa ma anche qualitiativa che ha messo in rislato soprattutto una propensione verso l’estero: l’ateneo ha stipulato finora 106 convenzioni con università straniere, ospita da 20 a 30 visting professor ogni anno ed è in crescita il numero di convegni internazionali organizzati. «Sono migliorati inoltre i rapporti con le imprese – ha spiegato Garofoli – questo è molto importante per un ateneo perchè un clima di fiducia con il territorio può essere alla base della realizzazione di poli tecnologici vincenti. Ne sono un esempio i casi di Grenoble, Toulouse e Cambridge».
Questi i dati economici, a dieci anni di distanza dalla nascita dell’Univiersità. Ma c’è altro. Sempre a cura della facoltà di economia è la redazione del primo bilancio sociale dell’Insubria. Un compito che porta l’ateneo tra i primi in Italia a lavorare in questo modo sulla comunicazione e che è importante per dialogare con i propri stake holders.
In altre parole: spiegare, ai soggetti che con l’università entrano in contatto, quello che si sta facendo nel tempo. Si tratta di un lavoro lungo e ancora in corso che la preside Rossella Locatelli ha illustrato nelle sue linee guida. «Un bilancio sociale è un documento semplice ma molto articolato – ha spiegato – il nostro lavoro andrà a individuare gli obiettivi di breve, medio e lungo periodo, le scelte organizzative e di governo, le risorse umane e finanziarie impiegate, gli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere. Si tratta di uno strumento informativo che va a completare le analisi economiche tradizionali ma che rappresenta un importante lavoro di comunicazione e di trasparenza. I risultati saranno presentati alla fine dell’anno».
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