Il COvest: “No al raddoppio di Malpensa”
Il Comitato Ovest Ticino molto critico verso il piano industriale annunciato da Sea per i possiibli riflessi su un territorio già sorvolato dai decolli
Riceviamo e pubblichiamo
La SEA ha presentato i suoi piani strategici per lo sviluppo di Malpensa: una crescita fino a 50 milioni di passeggeri, contro i 24 milioni dell’anno 2007, investimenti per 1,4 miliardi di Euro sfruttando lo slancio dell’Expo 2015 di Milano per dare a Malpensa il ruolo di grande Hub o di grande aeroporto internazionale: realizzazione del terzo terzo, della terza pista, del terzo terminal…
Una tale strategia di sviluppo non considera che l’aeroporto di Malpensa è collocato in una zona molto antropizzata nel Parco del Ticino e non in un deserto. Già l’attuale operatività produce gravi danni ambientali e disagi a tutti i territori circostanti: nei 24 Comuni novaresi impattati già oggi sono 90.000 gli abitanti disturbati da rumore, inquinamento, aumento del traffico stradale, voli notturni.
Vogliamo il raddoppio dei danni?
Ma quale sviluppo vogliamo per il nostro territorio?
Che ricchezza e quali danni ha portato Malpensa al novarese? Una ancor più grande infrastruttura aeroportuale che consuma e brucia il territorio, che danneggia ancora di più la salute dei cittadini con rumore e inquinamento, che non garantisce lavoro né lavoro qualificato, può essere veramente considerato uno sviluppo positivo e auspicabile?
Chi ha bisogno di questo ampliamento? Il sistema aeroportuale del Nord Italia comprende già 13 aeroporti con una grande capacità di passeggeri l’anno, oggi non sfruttata perché non c’è un piano degli aeroporti e dei collegamenti.
Un recente ordine del giorno votato dal Comune di Novara con il voto unanime di tutte le parti politiche rappresentate auspica il rilancio della struttura aeroportuale come una grande opportunità per il nostro territorio, dimentichi tutti dell’impatto che il raddoppio dell’operatività rappresenterebbe per i territori dell’Ovest Ticino, un disastro ambientale. Ci chiediamo se tra gli unanimi sottoscrittori di tale mozione, qualcuno si ricordi che sviluppo e ricchezza, per essere tali, non possono essere solamente economici se a danno della qualità della vita e della salute. Oltre tutto nel caso di Malpensa al novarese vanno gli scarichi inquinanti.
Il timore che le “procedure straordinarie” auspicate nel documento votato in comune a Novara per EXPO 2015 possano implicitamente riconoscere leggi Obiettivo funzionali a bypassare per l’ennesima volta le Valutazioni ambientali è oggettivo. Un ampliamento di Malpensa con procedure speciali per l’Expo 2015, allungherebbe la liste delle illegalità con cui questo aeroporto è cresciuto fino ad oggi, al di fuori delle regole e in contrasto con le normative europee.
Se ciò avvenisse ci attrezzeremo per interrogare e coinvolgere nuovamente l’Unione europea laddove verificato “il fatto nuovo” che la UE richiedeva per riaprire la messa in mora al Governo Italiano.
Sollecitiamo le nostre istituzioni, i Comuni, la Provincia e la Regione a chiedere una risposta da parte dei ministeri alla nostra e loro lettera sugli obiettivi che abbiamo condiviso: la Valutazione Ambientale Strategica sul piano d’Area di Malpensa, la partecipazione delle istituzioni piemontesi ai tavoli di programma, la Valutazione di impatto ambientale sul superamento dei 21,3 milioni di passeggeri che era stato consentito con un precedente atto di “sanatoria” di una “illegalità”, la costituzione dell’Osservatorio Ambientale, la limitazione dei voli notturni.
Noi chiediamo alle nostre istituzioni di essere vigili e porteremo nuovamente la gente sulle rampe di Malpensa se si cercasse di utilizzare l’Expo 2015 come grimaldello per giustificare ampliamenti e/o terze piste.
Per la segreteria del Covest
Elena Strohmenger
Presidente
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