Insubria, la cerimonia per salutare i 10 anni
Presenti in Aula magna due ministri, il governatore della Lombardia e personalità del mondo economico e politico
Un’Aula magna gremita ha salutato a partire dalle 16 di oggi, 14 luglio, l’arrivo del corpo docenti dell’Università dell’insubria di Varese che festeggia i suoi 10 anni di vita. Un traguardo salutato da numerose personalità del mondo politico ed economico, che ha visto l’intervento in aula dei due ministri, Roberto Maroni e Mariastella Gelmini, oltre al residente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e i presidenti della provincia di Varese Dario Galli e di Como Leonardo Carioni. Numerosi anche i parlamentari varesini intervenuti. All’esterno alcuni animalisti hanno manifestato con striscioni e cori contro il ministro dell’Interno Roberto Maroni: sono stati fatti allontanare dalle forze dell’ordine.
Attorno alle 16 è incominciata la relazione del Rettore, Professor Renzo Dionigi, che ha tratteggiato i risultati finora ottenuti dell’ateneo, in particolare ha parlato di dati incoraggianti riguardo le più recenti classifiche oggi pubblicate sul Sole24ore e ha chiesto attenzione e risorse per le Università.
All’intervento del Rettore è seguito il discorso dell’ex ministro dell’università nel corso delle sue considerazioni Luigi Berlinguer: «L’Università dell’Insubria e gli altri atenei lombardi sono un esempio per tutto il Paese. Oggi qui c’è un sentimento di festa, ci avevamo visto giusto sul rettore e anche sul nome».
Parola poi al ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ha ricordato il periodo della nascita dell’Università dell’Insubria: «L’Università era già ben radicata nel territorio, negli anni è cresciuta e si è radicata nonostante le difficoltà. La battaglia per dare contributi alla formazione e alla scuola è giusta, questa Università è un’eccellenza. Voglio unirmi nell’augurare lunga vita a questo istituto, che spero possa raggiungere obiettivi sempre più prestigiosi. Mi auguro che i vertici dell’Università ci aiutino nel lavoro di semplificazione che stiamo compiendo».
Il ministro della Ricerca, Università e Istruzione Maria Stella Gelmini ha salutato tutti, studenti compresi: «Oggi celebriamo due scommesse vinte, quella dell’Insubria e quella di Alfredo Ambrosetti. L’Università ha centrato gli obiettivi della territorialità e dell’internazionalizzazione, andando ad occupare posizioni di rilievo nel panorama italiano. La redazione del bilancio sociale è elemento importante, segno che questa Università è lontana dall’autoreferenzialità e ha puntato sia sul legame con il territorio, sia al panorama internazionale con scambi e rapporti proficui con il mondo. Il Governo si impegna ad affiancare le Università: nonostante il rigore della manovra finanziaria per contenere l’indebitamento non abbiamo tagliato la ricerca, c’è purtroppo il blocco del turn over, ma è aperto il confronto per cercare di arrivare a scelte condivise aperte al cambiamento verso l’autonomia piena e concreta. La trasformazione delle Università in fondazioni è una possibilità per recuperare risorse. È il momento di passare dalla teoria all’azione, mi auguro che in questi 5 anni raggiungeremo obiettivi anche piccoli ma concreti, premiando con trasparenza i migliori per avere più qualità dell’intero mondo accademico, facendo un favore a tutto il Paese. Al centro ci devono essere i ricercatori: è in previsione un bando da 60 milioni di euro per favorire i giovani. La laurea honoris causa ad Alfredo Ambrosetti è un segno evidente dell’attenzione al mondo che circonda l’Università: il suo lavoro ci ha insegnato l’importanza del lavoro, dell’impresa, della ricerca, con un’azione che è diventata punto di riferimento internazionale a partire dal convegno di Cernobbio».
È il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ad aver ringraziato «il rettore Dionigi, il personale, gli studenti per la costanza, l’iniziativa, la passione e il successo di questa Università. La Regione ha stipulato con tutte e dodici le università lombarde un patto, fatto di leggi e monitoraggio costante, per sviluppare il capitale umano e garantire sempre più autonomia e diritto allo studio. Con l’Insubria la collaborazione è costante e fruttuosa, vogliamo iniziare un percorso di riflessione comune per avanzare proposte al governo per cambiare il sistema universitario, che necessità di un salto in avanti per il bene del Paese che favorisca i migliori, premiando il merito». Il professor Gioacchino Garofoli ha presentato poi i primi dati dello studio sul rapporto tra Università e territorio.
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