Insubria, quella piccola, grande università
Dieci anni fa iniziava la scommessa accademica varesina. Tra amarcord e prospettive future, si è celebrato l'importante compleanno
Dieci anni: troppo pochi per un’istituzione accademica, sufficienti per capire che l‘Università dell’Insubria ha vinto la sua scommessa sul territorio e nel mondo della formazione nazionale.
Così, a rendere omaggio a questa giovane istituzione si sono ritrovati nell’aula magna di via Ravasi docenti, rettori, ministri, onorevoli, senatori, presidenti di provincia e sindaci, esponenti del mondo economico e culturale.
In un clima di festa, il giudizio pubblicato proprio oggi dal Sole 24’ore sul valore educativo e sulla ricerca di questo ateneo diviso su due sedi complementari è stata la classica ciliegina sulla torta: « I nostri studenti sono cresciuti in modo inaspettato – ha dichiarato il rettore Renzo Dionigi – I nostri rapporti con il terriotrio sono andati crescendo così come il nostro sviluppo nella ricerca al servizio degli attori locali ma anche internazionali. Ora che il nostro cammino è tracciato e il valore riconosciuto, avremmo bisogno, come tutta l’università italiana, che si intervenisse su un sistema normativo farraginoso e soffocante ma, soprattutto, che si interrompa la continua riduzione dei fondi a disposizione del mondo accademico. Siamo preoccupati per la prossima Finanziaria, sappiamo che il ministro Gelmini si sta impegnando perchè non si mortifichi ulteriormente questa voce di bilancio. Ci appelliamo anche ad altri ministri perchè condividano questa posizione e si trovino spazi per correzioni».
Un discorso che ha visto il sostegno della citata Ministro all’Istruzione e all’Università Mariastella Gelmini ma anche del Ministro Maroni che ha assicurato il proprio impegno in cambio di un impegno dell’ateneo sulla via delle riforme dello Stato perchè si individuino modelli meno confusi e più semplici di governo del territorio».
E i complimenti sono arrivati anche dal Governatore lombardo Roberto Formigoni che ha annunciato la volontà regionale di contare sempre di più anche nella gestione universitaria secondo modelli di governance più vicino al territorio perchè la cultura e la formazione sono gli elementi centrali dello sviluppo futuro.
Quanto ai numeri, l‘Università dell’Insubria ha già di che vantare: da una ricerca condotta intervistando 1883 laureati nei dieci anni di vita dell’ateneo, emerge che i tempi di attesa per ottenere un lavoro sono in media 18 mesi, in settori affini al percorso educativo prescelto: «la scelta fatta dagli studenti – ha spiegato la professoressa di Economia Arcari – è legata sia alla territorialità sia alla qualità degli studi e, nell’85,2% dei casi, la scelta fatta è stata quella giusta».
E dopo l’approfondimento sulla reale integrazione territoriale dell’Università dell’Insubria presentata dal professor Garofoli,
a conclusione della cerimonia è stata conferita la laurea honoris causa all’economista Alfredo Ambrosetti che ha tenuto una lectio magistralis sullo sviluppo del territorio, una vera lezione per l’attenta e interessata platea insubre.
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