Le legge antiprecari fa paura anche nel Varesotto
Malpensa, le Poste, ma anche grandi aziende e la scuola: la nuova normativa che prevede solo indennizzi in caso di irregolarità preoccupa lavoratori e sindacati
La legge antiprecari spaventa anche in provincia di Varese. Il provvedimento votato in commissione Bilancio e inserito dal governo nel maxiemendamento alla legge Finanziaria, per il quale mancano alcuni passaggi formali prima dell’approvazione, preclude in sostanza ai lavoratori precari la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro: se venissero riscontrare irregolarità, ci sarebbe la possibilità di ottenere un indennizzo, ma non di essere assunti a tempo indeterminato. La legge inoltre ha valore retroattivo e stabilisce, in caso di irregolarità sull’applicazione delle norme stabilite per i contratti a termine (ad esempio la non rinnovabilità per più di 36 mesi), il pagamento di un indennizzo da
Il centro del precariato nel Varesotto è ormai universalmente riconosciuto essere Malpensa. Dei circa 18 mila lavoratori che ruotano all’interno dello scalo della brughiera poco meno di un terzo sono precari: negli anni le sentenze del tribunale del lavoro di Busto Arsizio e quello di Milano hanno dato ragione ad una trentina di lavoratori, ma le cause in corso o in fase di aggiornamento sono oltre 200. «La legge anti precari a Malpensa sarebbe un disastro, una cosa fuori dal mondo. C’è addirittura il rischio che a qualcuno vengano chiesti indietro dei soldi», commenta Renzo Canavesi dello AlCobas-Cub Trasporti, sindacato che da anni si batte per far reintegrare al lavoro i dipendenti delle società che non rispettano le leggi sui contratti a termine o interinali, rinnovati per svariate volte o con procedure non corrette.
Non solo Malpensa, comunque. In una provincia come quella di Varese dove dei 260 mila lavoratori subordinati oltre 45 mila hanno contratti “atipici”, il rischio di riscontrare irregolarità è dietro l’angolo. I sindacati hanno cercato soprattutto nell’ultimo periodo di stabilizzare quante più situazioni possibili, ma la legge “antiprecari” potrebbe provocare uno sconquasso senza precedenti: «Abbiamo fatto bene a firmare gli accordi per stabilizzare i lavoratori – spiega Flavio Nossa della segreteria di Cgil -, questa legge però colpisce i più deboli, penalizzando anche i sindacati che avranno meno potere di contrattazione». Altro bacino di precariato sono le Poste, dove nei periodi di carenza di organico, soprattutto negli ultimi tre anni, sono stati decine di migliaia i ricorsi e i reintegri: le assunzioni e le relative grane vengono gestite a livello regionale, ma anche da Varese sono piovute richieste e cause legali. In alcuni casi sono stati reintegrati, in altri ci sono stati indennizzi, a volte addirittura restituiti in una causa nazionale che ha trasformato gli indennizzi stessi in reintegri. Lo stesso vale per la scuola, dove i precari abbondano e i contenziosi anche, con esiti diversi e vari. Diverso il discorso della pubblica amministrazione, dove i precari ci sono, ma la legge non prevede reintegri di nessun tipo, ma solo indennizzi: in sostanza quello che va ad aggiungere la nuova normativa passata in commissione Bilancio alla totalità dei contratti a termine in caso di contenziosi legali. Anche nelle grandi aziende della provincia si sono verificati casi di cause al tribunale del lavoro: alla Whirlpool di Cassinetta ad esempio nelle ultime settimane alcuni lavoratori hanno avuto ragione dal tribunale di Varese e sono stai riassunti, ma anche per loro c’è lo spettro della nuova normativa: «Un problema grosso è quello della retroattività – chiosa Nossa -. Sarebbe un dramma per chi ha avuto ragione in primo grado e dovesse essere costretto a rinunciare al proprio posto di lavoro stabilizzato».
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