Per Riccardo si avvicina il viaggio della speranza

Grazie all'aiuto di tanti il piccolo, affetto da sindrome di West dopo un parto problematico, potrà partire per gli Stati Uniti per sottoporsi a ossigenoterapia. Ma servirà ancora sostegno economico

Per il piccolo Riccardo Bellani di Busto Arsizio si avvicina il viaggio della speranza, ovviamente con destinazione America. Il 13 agosto, con mamma Milva (qui in un’intervista a Canale5), Riccardo, che compirà fra poco quattro anni e soffre dalla nascita, a causa di problemi nel parto che hanno danneggiato il cervello, della sindrome di West, una forma epilettica rarissima che colpisce un bimbo su 150.000, partirà da Malpensa per Fort Lauderdale (Florida) via Philadelphia, per andare a curarsi con l’ossigenoterapia. Si tratta di una nuova e promettente modalità di cura per stimolare nei bambini il recupero di funzionalità motorie e cognitive danneggiate dalle paralisi cerebrali infantili. Per aiutare Riccardo si è mobilitato anche in città un apposito comitato per raccogliere fondi. L’obiettivo era di arrivare a trecentomila euro: se ne sono raccolti per ora molti meno (quasi cinquantamila) ma sufficienti ad intraprendere il viaggio e pagare la prima parte delle costosissime cure presso le strutture statunitensi dell’Ocean Medical Center, che combina fisioterapia e ossigenoterapia in un servizio d’avanguardia.

«A non aiutare a raccogliere più soldi è anche il mio cognome» confessa mamma Milva. «Io sono mezza italiana e mezza bulgara, di cognome faccio Mihaylova, e molti non si fidavano, ho ricevuto molte chiamate di gente che voleva verificare bene chi fossi prima di fare offerte…» Insomma anche un’istintiva diffidenza, unita alla solita strisciante xenofobia, avrebbero fin qui limitato i risultati pur considerevoli della raccolta di fondi. Il resto lo ha fatto l’arrivo dell’estate, e con il disimpegno generale in vista delle ferie il "contatore" dei fondi raccolti è andato fermandosi – si spera per riprendere in autunno, perchè per completare i lunghi cicli di cure il "leoncino" Riccardo e i suoi familiari avranno ancora bisogno di sostegno, i costi sono paurosi. «Solo per il volo in America, dato che Riccardo dovrà viaggiare in barella (non cammina, data la malattia) sono 9500 euro per lui e 3400 per me» spiega Milva. «Non ci è stato concesso il volo umanitario. Mi ero rivolta anche alla Farnesina e all’ambasciata italiana negli States, ma fin qui senza risposte; nel frattempo grazie alle offerte abbiamo già pagato un anno di casa in America e un 30% della terapia». Sedute di ossigenoterapia quotidiane, a 200 euro l’una, e quelle altrettanto se non più costose di fisioterapia per rieducare al movimento, fintanto che la plasticità dell’infanzia lo consente, le cellule cerebrali di Riccardo, danneggiate dalla leucomalacia periventricolare, la necrosi dell tessuto cerebrale per mancanza d’ossigeno. «È successo tutto al parto, fin lì tutto andava bene. Purtroppo è sucesso qualche giorno prima del previsto, mi trovavo a Sofia. Ho avuto un’emorragia, hanno aspettato cinque ore prima di provvedere al taglio cesareo. Io gli urlavo con quanto fiato avevo che erano degli assassini, non per me ma per Riccardo».

«Ora per la raccolta fondi ci appoggeremo alla onlus Frates di Milano e al loro conto» spiega Milva, «in modo che la trasparenza sia garantita e assoluta a scanso di ogni equivoco. Pensate che alla famiglia di un altro bimbo lombardo con lo stesso problema stanno facendo accertamenti…»

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Pubblicato il 22 Luglio 2008
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