Caporalato e immigrazione, due denunce
Il proprietario di un’azienda e un suo dipendente denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lavoro nero
Il furgone partiva all’alba da Solaro, in provincia di Milano. Dentro diversi stranieri, alcuni irregolari, con il compito di distribuire volantini porta a porta. Poi, alla sera, dopo anche 12 ore di lavoro per strada, ancora a “casa”, dove in locali angusti dormivano anche in quindici per stanza, al caldo e con l’affitto scalato dalla paga giornaliera. Questa la storia di caporalato e sfruttamento portata alla luce dalla squadra Mobile di Varese che ha operato nella giornata di ieri, 7 agosto, con la polizia locale di Gavirate. Al centro delle indagini l’azienda individuale attiva nel Milanese e di proprietà di un pakistano, che si serviva di un connazionale per la guida del furgone e il trasporto dei lavoratori in nero.
Per il lavoro venivano assoldati con paga giornaliera pakistani e indiani, spesso irregolari. La partenza era all’alba, il rientro al tramonto. L’obiettivo era distribuire nei piccoli paesi della provincia depliant pubblicitari. In tutto gli immigrati che lavoravano e che sono stati fermati sono quattro. Due erano in attesa di permesso di soggiorno, gli altri due hanno avuto problemi con la giustizia: uno, indiano, è stato arrestato perché già colpito da ordine di esplulsione; l’altro, pakistano, è invece stato espulso. Denunciati il proprietario dell’impresa, che dovrà rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, caporalato e inottemperanza della normativa approvata lo scorso giugno – il cosiddetto “pacchetto sicurezza” – : sono infatti risultati a lui intestati gli immobili dove gli immigrati dormivano. L’altro denunciato, l’autista del furgone, dovrà anch’esso rispondere dell’accusa di caporalato.
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