Scuole a rischio chiusura? “A Varese pericolo scampato”
Già pesantemente riorganizzata negli anni passati, la scuola Del nostro territorio non dovrebbe temere il ridimensionamento annunciato dal Ministro Gelmini
Giro di vite sulla scuola. L’annuncio è arrivato insieme all’approvazione di un decreto collegato alla Finanziaria, esattamente l’articolo 64 del decreto 112. Si parla di "Disposizioni in materia di organizzazione scolastica" che, tradotto in soldoni, prevedono una serie di misure per rivedere l’organizzazione scolastica con l’intento di contenere la spesa. La minaccia paventata è che ne scompaiano almeno 2000 scuole, sulla base di analisi che partono dal numero degli iscritti. Gli istituti, infatti, devono avere almeno 500 alunni per poter proseguire la propria attività: per chi non garantisce il numero minimo, che potrebbe persino alzarsi fino a 600, vorrebbe dire chiudere.
Nella nostra provincia, la minaccia chiusura pare non gravare: «Le nostre scuole hanno già vissuto una pesante ristrutturazione nell’ultimo decennio – spiega Marinella Magnoni, sindacalista della Cgil – Proprio quest’estate è stata conclusa l’ultima fusione tra itis e ipsia: a Castellanza, infatti, si è costituito l’Isis con conseguente cancellazione di una direzione didattica. Anche a Luino è stata riorganizzata la direzione didattica».
L’annuncio fatto dal Ministro Gelmini si colloca all’interno di un quadro normativo che, però, prima di essere applicato sul territorio, ha bisogno di ulteriori passaggi locali: «La riorganizzazione dovrà poi essere discussa a livello di Direzione scolastica regionale, quindi provinciale, per poi approdare su tavoli a cui sono invitati anche i comuni, perchè la scuola primaria dipende da loro».
A rischiare, come dicevamo, dovrebbero essere casi ormai residuali, istituti che non raggiungono il numero degli iscritti: qualche realtà di Busto, o nelle zone di confine o a Gallarate: « A Gallarate da tempo l’amministrazione comunale è impegnata in un confronto con dirigenti e genitori per ridisegnare la mappa scolastica. È un lavoro, però, che esula dall’ultima novità legislativa. Forse, ci potrebbe essere qualche ulteriore caso: non come istituto, però, ma come plesso, cioè scuole piccole che resistono in quartieri periferici con pochi alunni».
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