Villa confiscata al boss, Comune e Prefettura se la contendono
Tutti scrivono al Ministero dell'Interno per avere l'immobile. E un sindacato vuole destinarlo a nuova caserma della polizia stradale
Trenta stanze, giardino, dependance: era la casa di Ilario Legnaro, il re dei casinò, confiscata dalla magistratura, e che il Comune di Varese ha chiesto in assegnazione, a due passi dall’ippodromo, in via Giambellino. Sembrava che l’unico concorrente per l’immobile fosse Palazzo Estense, ma non è così. Il comune ha scoperto che anche il Prefetto Roberto Aragno, da qualche giorno promosso a Roma a un prestigioso incarico, lo scorso 30 aprile aveva messo gli occhi sulla struttura. Chiedendo, al Ministero, che venisse utilizzato come alloggio per gli alti funzionari della Forestale. Una sistemazione che, di certo, avrebbe alleviato le fatiche dei funzionari statali. Ma adesso, anche un sindacato di poliziotti, il Coisp, si appella al Ministro dell’Interno perché nel bel giardino di via Giambellino nasca la nuova caserma della polizia stradale, che oggi mal sopporta una palazzina in affitto a Masnago, stretta e con pochi alloggi. Insomma, la lista dei pretendenti si sta facendo un po’ lunga. Ma la decisione spetta al Ministero, ed è per questo che è scattata la corsa all’appello al Ministro Roberto Maroni.
Ieri il sindaco Attilio Fontana ha preso carta e penna e ha scritto: «Caro Ministro, noi vorremmo usare quella villa per farci delle attività sociali a vantaggio della città, mi sembra giusto che siano destinate al comune».
Ricapitolando, ecco chi vuole la bella villa e perchè.
L‘assessore ai servizi sociali del comune, Gregorio Navarro, dice: «Vogliamo fare due comunità psichiatriche, una vera emergenza del nostro territorio». Per
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