Dove gli studenti parlano tutte le lingue d’Europa
Alla Scuola Europea di Varese le lezioni sono iniziate lo scorso primo settembre. Gli allievi sono 1350 divisi in cinque sezioni linguistiche
La prima campanella potrebbe suonare come l’Inno alla Gioia. Alla Scuola Europea di Varese, dove si parlano tutte le lingue d’Europa, le lezioni sono già iniziate. Gli studenti sono tornati sui banchi lo scorso lunedì 1 settembre, in anticipo rispetto alle altre scuole, per recuperare i giorni della settimana dei Mondiali. «Purtroppo gli alunni resteranno a casa a pochi giorni di distanza dall’inizio dell’anno scolastico – spiega il direttore Marinus Jonkers -. Ma non ci sono problemi recupereremo le lezioni perse: accorceremo un po’ anche le vacanze di Pasqua e seguiremo da spettatori il mondiale». Il rapporto della scuola europea con il territorio varesino è ormai consolidato: il 2010 sarà l’anno del cinquantesimo anniversario della sua fondazione. «Gli studenti arrivano in particolare da Ispra, dove ha sede il Centro di Ricerca – ha aggiunto -. La scuola è nata infatti per l’educazione dei figli dei dipendenti del sito isprese ma oggi ospita anche altri studenti. Oltre che dalla provincia di Varese i nostri allievi arrivano anche da Milano e dalla Svizzera».
Jonkers vive a Varese ed è in Italia da sei anni per seguire il progetto della scuola di via Montello. Un progetto che oggi coinvolge 1350 studenti, divisi su cinque sezioni: francese, italiana, inglese, olandese e tedesca. «Gli allievi sono in aumento, è un buon dato – ha commentato il direttore -. Quella di Varese è l’unica scuola europea in Italia e il nostro modello è richiesto anche da chi non ha un rapporto diretto con le strutture dell’Unione Europea». A fare la differenza rispetto alle altre scuole è l’attenzione nei confronti delle lingue straniere che vengono insegnate fin dal primo anno. Gli studenti ne devono apprendere almeno due: una, la prima, a scelta fra inglese, francese o tedesco e un’altra a scelta fra le lingue ufficiali dell’Ue.
È previsto inoltre lo studio del greco e del latino e, negli ultimi anni, di altre lingue straniere. Anche lo studio delle materie umanistiche guarda oltre confine: «Si studia la storia e la geografia dell’Europa, anche in lingua straniera. Per aiutare inoltre a conoscere le espressioni degli altri vengono organizzati dei gruppi misti tra gli studenti fin dalle elementari».
Anche la presenza del Centro di Ricerca a pochi chilometri di distanza gioca a favore dell’istituto: «A Ispra – conclude il direttore – vengono organizzate molte iniziative, come visite guidate e lezioni pratiche e il coinvolgimento del territorio è elevato. Un esempio? I genitori degli studenti ispresi, si sono organizzati in una cooperativa e oggi si occupano della mensa. Sono una risorsa per la nostra scuola».
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