Esame di laurea per i giovani atleti

Il ct Rosario Fina non si nasconde la difficoltà della sfida di venerdì: "Abbiamo la squadra migliore per confrontarci con i professionisti stranieri. Faremo bene"

La gara in linea degli under 23 di venerdì sarà Mondiale vero, altro che gara dei dilettanti o dei giovani. Lo ribadisce il ct della nazionale giovanile Rosario Fina, per nulla deconcentrato dopo la grandissima vittoria di Adriano Malori nella crono, anche se, confessa, la vigilia di quella gara è stata molto pesante a causa del grave incidente a Marco Coledan. E il neocampione del mondo a cronometro è a questo punto l’uomo-squadra che con i suoi cinque compagni – Stefano Borchi, Damiano Caruso, Daniel Oss , Stefano Pirazzi, Simone Ponzi – dovrà affrontare una prova difficilissima per i suoi vent’anni: sfidare squadre straniere zeppe di professionisti, abituati a fatiche e carichi di lavoro "da grandi". Infatti il regolamento esclude solo gli atleti del circuito Pro Tour, e molti paesi, ad esempio la Francia portano squadre di ragazzi già tutti in squadre professionistiche. Un esame di laurea in pratica, lungo 173 stremanti chilometri, dieci giri del percorso di gara con i Ronchi e il Montello. Si capirà venerdì quanta selezione potrà fare, e Fina non ha dubbi: sarà gara dura, fin dall’inizio.

«Mi immagino subito una partenza forte, oltre i 40 orari già dai primi giri» spiega. «Sarà una gara tirata, per questo percorso ho allestito la squadra, volutamente non ho portato velocisti. In questa categoria non siamo la squadra da battere, ci sono australiani, olandesi e altri ancora. Abbiamo fatto un programma di avvicinamento molto curato per ridurre il gap di preparazione e di fondo dei nostri dilettanti con i professionisti stranieri: ho comunque una nazionale solida, anche le riserve sono assolutamente all’altezza dei titolari. Stanno tutti bene, sono in forma, non ho anelli deboli, siamo insomma nelle migliori condizioni possibili». Niente scuse per non mettercela tutta fino in fondo. Ma in mezzo ci sono i rivali. «Conosco la qualità degli avversari. Temo la forza di Rui Costa, quasi da solo ha fatto vincere la Coppa delle Nazioni al suo Portogallo, è atleta completo, veloce in volata ma ti stacca anche in salita. Poi ci sono Victor Rodriguez, Bakeland vincitore del Tour de L’Avenir, corsa dove pure noi abbiamo fatto bene e ci siamo guadagnati il diritto di portare sei uomini al via di questo mondiale. C’è la Francia, in blocco, con tutti professionisti. L’Olanda ha il gruppo Rabobank, la Slovenia ha Kristjan Koren, anche lui professionista». I ragazzi «ci credono e ci vogliono provare, si parte per dare il meglio» rassicura Fina, «la nazionale italiana è di riferimento per l’immagine e stimata per la sua abilità tattica, dobbiamo fare bella figura, restare sempre in corsa su un tracciato più impegnativo di quel che sembra».

Gli stradisti sono arrivati mercoledì, e subito un paio di sgambate sul percorso, col prudente accompagnamento della polizia locale, hanno permesso di fare conoscenza con il circuito: ieri due ore e mezza, oggi tre. Domani saranno più di quattro ore, ma stavolta a tutta. I ruoli sono definiti «esattamente»: per il ct i ragazzi sanno già il loro ruolo, dettato da quello ricoperto nei team di provenienza e dalle rispettive abilità. «Malori è molto migliorato in salita, non teme a lunga distanza, e dopo metà corsa potrà essere il nostro "centravanti"» dichiara il tecnico. «Anche Caruso, che è campione italiano, ha dimostrato di avere una condizione in crescita, ha finalizzato la preparazione al mondiale lavorando in quota a Livigno, è stato nono al Tour de l’Avenir (uno dei tre dilettanti fra i primi nove), cui hanno preso parte molti dei nostri avversari. Li conosciamo, ed è un vantaggio».

Per i ragazzi, concentrati e silenziosi, parla Simone Ponzi, fresco vincitore del Giro del Canavese in quel di Valperga, per smentire che la vittoria di Malori abbia in qualsivoglia modo appagato il gruppo. «Vogliamo tutti metterci in mostra» annuncia. L’ambizione è dote condivisa. 

Accanto a Fina e ai suoi sei moschettieri azzurri c’era un campione del  passato come Adriano Baffi, impegnato con la federazione come coordinatore delle nazionali. «Abbiamo supportato le scelte di Rosario Fina» dice, «piazzamenti e successi di prestigio dimostrano che il lavoro fatto ha dato i frutti. I ragazzi sanno di essere forti e competitivi, poi parlerà la strada. Faremo una bella gara».

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Pubblicato il 26 Settembre 2008
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