Grabsch, un missile tedesco sfreccia a Varese
Va alla Germania l'oro nella crono maschile, con il 33enne del Team Columbia che vola a 50 all'ora. Sul podio il sorprendente canadese Tuft e la conferma americana Zabriskie
«Ma alla fine vincono sempre i tedeschi». La frase era riferita al calcio ed è la più famosa tra quelle dell’ex bomber britannico Gary Lineker, ma può adattarsi molto bene anche a questi mondiali del pedale targati Varese. Già, perché in un modo o nell’altro la nazionale tedesca qualcosa porta sempre a casa: martedì l’argento con Patrick Gretsch, mercoledì il bronzo con Judith Arndt, giovedì l’agognata medaglia d’oro. A far risuonare l’inno nelle orecchie è stato Bert Grabsch, nome non troppo famoso ma pur sempre campione nazionale tedesco in carica, quindi numero uno di una scuola da sempre foriera di grandi cronomen.
La sua pedalata, potente e mischiata con l’esperienza di chi ha 33 anni e con le crono ha a che fare da tempo, ha sbriciolato le speranze dei favoriti: nessuno è riuscito a stargli dietro su una media di oltre 50 all’ora con una velocità mantenuta altissima fino all’ultimo metro. E così forse
Se Grabsch può essere considerato una sorpresa fino a un certo punto – quest’anno prima di Varese ha vinto tre gare (su quattro) a cronometro – è la medaglia d’argento il vero carneade di giornata. Si tratta di un canadese vestito da jet, Svein Tuft, che corre per
A completare il podio un americano, ma come per la gara femminile non la punta a stelle e strisce che era Leipheimer. Terzo è giunto David Zabriskie, specialista da anni sulla breccia e già apripista contro il tempo di gente come Armstrong (alla Us Postal) e Basso (alla Csc). E chissà che non abbia chiesto qualche dritta a Ivan su come affrontare le curve e i rettilinei di un percorso altamente spettacolare, con il blu del lago, l’azzurro del cielo ancora sereno, il verde dei parchi che caratterizzano una Varese mai così bella. Bella e piena di passione sportiva, se è vero che alle Bettole come in città e nei paesi attraversati dalla corsa si sono ascoltate lingue di ogni provenienza.
Certo qualcuno è andato via deluso. I tifosi dello svedese di Besano Larsson e dell’australiano di Gorla Rogers speravano di vedere i propri beniamini sul podio e anche gli appassionati varesini sarebbero stati felici di ospitare una medaglia “casalinga”. Stesso discorso per i tantissimi belgi che per qualche minuto hanno sperato nel risultato grosso da parte di Stjn Devolder, primo parziale al suo arrivo al traguardo ma poi finito sesto.
Abbiamo accennato agli azzurri: si sperava a piazzare tra i primi dieci almeno uno tra Pinotti e Quinziato e così non è stato. A differenza però della gara femminile, finita rovinosamente per l’Italia, i due portacolori scelti da Ballerini hanno fatto una buona corsa: tredicesimo il lombardo, un posto indietro il bolzanino.
Ora però i cronometri finiscono negli armadi: il programma si fa ogni giorno più goloso con le tre gare in linea che propongono il circuito con Montello e Ronchi. Le emozioni di Varese 2008 proseguono: per i delusi è già tempo di rivincita.
Campionato del mondo a cronometro maschile
Varese,
1) Bert GRABSCH (Ger) in 52’01”60 (media: 50,397). 2) Svein TUFT (Can) a 42”79. 3) David ZABRISKIE (Usa) a 52”44. 4) Levi Leipheimer (Usa) a 1’05”42. 5) Gustav Larsson (Sve) a 1’05”84. 13) Marco Pinotti (Ita). 14) Manuel Quinziato (Ita).
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