La scuola montessoriana sarà gestita dall’Acof
L'Associazione culturale Olga Fiorini gestirà per i prossimi vent'anni la scuola dell'infanzia e la primaria che conta 220 iscritti
Nuova gestione e sede rinnovata: si apre all’insegna del cambiamento l’anno scolastico all’istituto «Maria Montessori», appena passato nelle mani dell’Associazione culturale Olga Fiorini (Acof).
E’ dunque allo storico ente formativo di Busto Arsizio che è stata affidata la scuola castellanzese, con il compito di gestirla per i prossimi 20 anni, da parte dell’Opera Nazionale Montessori, del cui direttivo fa parte Mauro Ghisellini, responsabile degli istituti scolastici paritari Olga Fiorini.
Il cambio ai vertici della struttura educativa, presente a Castellanza dal 1963, è stato segnato dai lavori di rinnovo, che si sono appena conclusi e che hanno interessato l’intero edificio di via Cantoni, dove sono ospitate le tre sezioni della scuola: l’asilo nido, che accoglie 30 piccoli dai 18 mesi ai 3 anni, la casa dei bambini, termine che nel linguaggio montessoriano indica la scuola dell’infanzia, con 85 alunni, e la scuola primaria, con 100 bambini distribuiti nelle cinque classi a sezione unica.
In tutto oltre 220 allievi, che coprono il totale dei posti disponibili: numerose sono, infatti, le richieste d’iscrizione. Lo dimostrano le liste d’attesa notevolmente cresciute negli ultimi due anni, come spiegano Viviana Colombo, coordinatrice dell’istituto, e Barbara Oneda, maestra nella scuola primaria, soddisfatte per il passaggio di gestione dall’Associazione montessoriana di Castellanza all’Acof. Passaggio che, sottolinea la responsabile della struttura, «ha permesso di rinnovare la scuola, dove sono comunque rimasti tutti gli insegnanti in servizio». Insegnanti che si sono specializzati nel metodo Montessori frequentando un apposito corso di formazione.
Con la gestione della scuola di Castellanza si allarga così la proposta educativa dell’istituto Olga Fiorini che, attivo a Busto Arsizio dal 1956, ha da qualche anno ampliato la propria offerta formativa, aggiungendo ai corsi professionali per operatore della moda e operatore grafico anche il Liceo della comunicazione “Marco Pantani”, articolato nei due indirizzi Sport e Spettacolo.
L’acquisizione della scuola Montessori si inserisce ora in perfetta continuità con la storia dell’istituto bustocco, come spiega la signora Olga Fiorini, fondatrice e da sempre anima della scuola che porta il suo nome. La struttura educativa di Castellanza, sottolinea, «fa parte di un giro di vita: se cominciamo a educare i ragazzi fin da piccoli mettendo in luce le loro potenzialità, domani saranno uomini in grado di portare avanti il mondo, con la schiettezza e la sincerità che caratterizza la gioventù di oggi. In questo ha un ruolo importante l’insegnante, che deve valorizzare gli aspetti positivi presenti negli studenti».
Per quanto riguarda il restyling, l’intervento ha interessato in particolare la scuola dell’infanzia, con il rifacimento dei servizi igienici, della pavimentazione e del sistema di aerazione. Sono stati inoltre rinnovati gli arredi e imbiancati gli ambienti anche nella scuola elementare, dov’è stata riorganizzata la «bottega dell’arte», il laboratorio dedicato alle attività espressive. Uno dei tanti che caratterizzano la scuola primaria montessoriana, nella quale sono proposti anche i laboratori di inglese, di pittura con il metodo Stern, che prevede un isolamento dall’ambiente circostante per far emergere l’interiorità, e di animazione teatrale. Nella casa dei bambini vengono invece praticate le attività di giardinaggio e cucina, cui si aggiunge il servizio caffé rivolto al personale e gestito dai bimbi dai tre ai sei anni. Già all’asilo nido, inoltre, i piccoli imparano ad apparecchiare la tavola con piatti di porcellana e bicchieri di vetro: è assente, infatti, la sala mensa, perché i pasti vengono serviti in aula, che nella primaria viene poi pulita dai ragazzi dopo il pranzo. Nella loro classe, del resto, gli alunni si sentono come a casa propria: tant’è vero che prima di entrare si cambiano nell’apposito spogliatoio indossando pantofole e grembiule, simbolo del lavoro. Si dedicano poi, a scelta e secondo tempi del tutto personali, all’approfondimento delle varie discipline, a ciascuna delle quali è dedicato un angolo della classe appositamente allestito con i libri e i materiali della relativa materia.
La predisposizione di un ambiente a misura di bambini, non solo nelle strutture, ma anche nelle attività, è infatti uno dei cardini del metodo montessoriano. Metodo caratterizzato da una diversa funzione dell’insegnante, che non occupa un ruolo centrale nella classe, ma propone un percorso individualizzato a ciascun ragazzo: non esiste, infatti, la cattedra e neppure la lezione frontale. Fondamentale è inoltre l’utilizzo dei materiali Montessori, in legno, utili alla concretizzazione di concetti astratti, che vengono interiorizzati dal bambino attraverso il contatto fisico: uno strumento importante soprattutto per materie teoriche come la matematica e la geometria.
«Adesso vogliamo la scuola media»: questo l’augurio di Colombo e Oneda, ma anche di tante famiglie, che al termine della quinta elementare, dopo un percorso decennale, vorrebbero vedere i propri figli continuare il cammino formativo secondo il metodo Montessori. Gli alunni, in ogni caso, non incontrano difficoltà nel passaggio alla media tradizionale: come osservano le due insegnanti, infatti, «il ragazzo diventato autonomo attraverso la proposta educativa della nostra scuola si ambienta facilmente ovunque».
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