“Rivoglio il mio posto in Giunta. Ma per dimettermi”
Tiziano Langé, già assessore al Bilancio "silurato" dal sindaco Farisoglio, ha fatto ricorso al Tar: "Procedura scorretta". "Se mi danno ragione me ne vado, ma stavolta volontariamente"
A fine giugno, a Castellanza, era stata la novità politica dell’estate. Ora torna a fare notizia, sia pure per i risvolti giuridici e di bilancio. Si tratta del "siluramento" dell’allora assessore al Bilancio Tiziano Langé (Forza Italia) da parte del sindaco e collega di partito Fabrizio Farisoglio. Il fatto è tornato d’attualità quando se ne è riparlato nell’ultima seduta di consiglio comunale, lunedì; le opposizioni stavano facendo le pulci alle spese dell’amministrazione quando il sindaco ha dovuto ammettere a denti stretti che 10.000 euro sono accantonati come spese legali. Infatti l’assessore estromesso ha fatto ricorso al Tar contro il proprio siluramento.
«Sono un po’ estio a parlarne, non è mio costume fare scenate via stampa» si cautela Farisoglio. «Faccio solo qualche considerazione di principio. La delega assessorile si basa su un rapporto fiduciario,e se questo non ha più basi solide…» il "datore di lavoro" (il sindaco) licenzia il "dipendente" (l’assessore), del resto Farisoglio di formazione è un manager. Make or break. «La questione dei mobili riportata sui quotidiani (il “lussuoso” riarredamento di due uffici del Muncipio durante le ristrutturazioni, spesa la cui opportunità fu messa in discussione dall’allora assessore al bilancio) come goccia che fa traboccare il vaso era una baggianata, c’era ben altro alle spalle», su cui però Farisoglio preferisce evitare di scendere nei dettagli. «Langé ha deciso di opporsi in sede legale, il Comune resisterà e pagherà un avvocato, da qui le spese».
L’ex assessore a sua volta non aveva nessuna voglia di veder uscire questa storia, ma non si nega a qualche considerazione. «Ieri sera ha finito addirittura per riunirsi il partito su questa vicenda» allarga le braccia. E l’unità in questo momento non è il forte degli azzurri a Castellanza. Governare la città è un conto, essere tutti d’accordo… un altro. «Desidero evitare polemiche. Dico solo che il provvedimento del sindaco è stato troppo repentino, e secondo me proceduralmente scorretto – avrebbe dovuto aprire un contenzioso e darmi il tempo di replicare». Proprio puntalizzando sulla formale regolarità del provvedimento si basa la richiesta di sospensiva che Langé ha presentato al TAR. «I castellanzesi dopo tre mesi si chiedono ancora perché l’assessore Langé sia stato estromesso. Sulla singola vicenda dei mobili, dico che 47.000 euro si potevano anche risparmiare, tanto più che i mobili storici restaurati nel frattempo sono di ritorno a Palazzo Brambilla. Forse pago il fatto di essere uno che di fronte a certe cose storce il naso». Langé è convinto di poter documentare, nero su bianco, di averci visto giusto. E se il TAR gli darà ragione rimettendolo in Giunta, Langé annuncia che si dimetterà, ma questa volta volontariamente, in polemica anche con l’atteggiamento di alcuni colleghi.
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