Roaming a Manifesta7
Il progetto espositivo tutto varesino sbarca alla manifestazione internazionale d’arte. L’appuntamento è per martedì 30 settembre
Parte dal vivo, solo per un giorno, poi si trasferisce sul web, per sempre. Il progetto è partito un po’ alla chetichella e ora arriva Manifesta7. Roaming, ideato da Ermanno Cristini e curato da Alessandro Castiglioni, ha già coinvolto diversi artisti e luoghi espositivi. Dopo le tappe di Assab One a Milano ed il museo di St Denis a Parigi, Roaming ripensa nuovamente se stesso in un appuntamento straordinario a Manifesta 7, per il progetto Tabula Rasa curato da Denis Isaia, all’interno della mostra The Rest of Now negli spazi dell’ex Alumix di Bolzano.
Per l’occasione i lavori degli artisti invitati si susseguiranno nell’arco della giornata di Martedì 30 settembre. A differenza degli eventi precedenti infatti la scelta è ricaduta sulla possibilità di far alternare i diversi interventi, uno dopo l’altro, in diversi momenti della giornata, destabilizzando ancora di più la prospettiva dello spettatore il quale, visitando la mostra in momenti differenti della giornata, si trova di fronte ad opere sempre nuove.
A fotografare l’intera giornata un’ospite eccezionale: l’artista italo austriaca Casaluce/Geiger – synusi@.
Il primo artista invitato è Emanuele Becheri con Release. L’intervento scelto per l’occasione, realizzato nel 2006, è l’unica installazione sonora prodotta dall’artista durante questi anni di approfondita riflessione attorno alla natura del segno e la deautorializzazione dell’opera d’arte. Il suono emesso dalle cuffie presenti nello spazio espositivo, documenterà così l’immateriale segno lasciato dal lento dispiegamento di un semplice foglio accartocciato.
Di particolare importanza e interesse è poi l’installazione realizzata da Vincenzo Cabiati con la collaborazione di Armin Linke. Per Tabula Rasa è stato progettato un intervento costituito dalle opere di Cabiati e alcune foto di questi oggetti scattate da Linke. Cosi come avviene in Roaming, dove all’opera esposta in mostra si sostituisce tempestivamente il suo simulacro, la sua immagine, catapultata nella rete.
Terzo progetto invitato a Roaming è il Museo portatile Microcollection. Questo particolare museo nasce il 24 maggio 1990 quando la sua Direttrice Elisa Bollazzi in visita al Padiglione Inglese della Biennale di Venezia, quasi per caso, ha pensato di prelevare alcuni frammenti di una meravigliosa opera di Anish Kapoor, finiti accidentalmente sul pavimento. Queste microparticelle, dimenticate dai più, hanno rappresentato una vera e propria svolta, un’illuminazione e l’inizio di un nuovo modo di muoversi di galleria in galleria, di museo in museo, nei circuiti dell’arte italiani ed internazionali, alla ricerca di nuove microacquisizioni che sarebbero andate altrimenti distrutte.
Intervento che accompagnerà infine le installazioni dei tre artisti invitati è Butterfly effect, opera di Ermanno Cristini. L’installazione nel riproporsi del progetto è sempre presente. Si tratta di un’opera in continuo mutamento, nata senza progetto, e che, vera e propria metafora di Roaming, lega la vita effimera di una farfalla a quella dei nostri eventi che vivono il breve arco di una giornata.
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