Sportelli postali a singhiozzo per tutta la settimana
A fermarle sono assemblee, che discutono del futuro dei lavoratori agli sportelli
Oggi era Azzate, ieri era Castiglione Olona, domani sarà Busto Arsizio e Gallarate: in questi giorni gli sportelli delle poste della provincia aprono un po’ più tardi. Non per disservizi interni, ma per una serie di assemblee che scuotono il panorama delle già magmatiche poste Italiane.
«Ci scusiamo con gli utenti, che potrebbero avere dei disagi, ma la motivazione è importante – spiega Francesco Carrara, responsabile provinciale della SLP Cisl, che sta facendo il "tour" tra le agenzie postali – Le assemblee e le proteste a livello provinciale, che continueranno fino a lunedì, nascono da una iniziativa nazionale di Cisl e Ugl. le nostre due sigle non hanno firmato un accordo, firmato invece da Cgil e Uil, che di fatto ha deciso che il numero di impiegati al lavoro ora è in esubero. Noi invece ci siamo rifiutati di sottoscriverlo perchè siamo assolutamente convinti del fatto che il personale non è affatto in esubero, è addirittura carente: le code lo dimostrano e la "razionalizzazione" dell’estate pure. Noi chiediamo perciò gli strumenti per rendere efficiente il servizio al cittadino, anche in vista della prossima liberalizzazione del 2011».
L’accordo firmato, del luglio 2008, è quello che regolamenta i contratti a tempo determinato, che aveva come scopo di ridurre la reintroduzione del personale dei contratti a tempo determinato «ma che aveva nei contenuti dell’accordo, anche particolari che tendevano a una migliore stabilizzazione del lavoro – Spiega Claudio Cauzzo, rappresentante provinciale dell’SLC Cgil, che ha firmato l’accordo – assicurare l’inserimento su base volontaria in una graduatoria nazionale delle assunzioni e un maggior numero di chance quando si viene convocati».
Insomma: grandi manovre difficili, in vista di un libero mercato a cui sembra che Poste Italiane non sia ancora preparata. Tanto difficili da raccogliere la preoccupazione ma non l’unità dei rappresentanti dei lavoratori. In attesa di cambiare la vita, si spera non in peggio, degli utenti.
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